«Mi aggredisci. Mi difendo…» - CARA GIORGIA, TI SCRIVO…
Cara Meloni, ti scrivo perché hai deciso di insegnarmi cos’è la legittima difesa. E l’hai fatto come si fa su un social: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io?». Tre colpi secchi, costruiti apposta perché nessuno vada a controllare cosa c’è sotto.
Sotto ci sono i fatti su cui glissi. La rapina era finita. I rapinatori scappavano. Mario Roggero uscì dalla gioielleria, li rincorse per strada e sparò. Due morti, un ferito. Dimmi tu dov’è l’aggressione, in un uomo che ti volta le spalle e corre. Un rapinatore che scappa sta scappando. Lo so, è una frase meno efficace della tua, ma ha il pregio di rispondere ai fatti.
Roggero non è stato condannato per essersi difeso durante l’assalto. È stato condannato per aver continuato a sparare quando non c’era più niente da difendere. Difendersi vuol dire fermare chi ti aggredisce; vendicarsi vuol dire colpire chi ha già smesso. La distinzione la conosci meglio di chiunque — a meno che non ti convenga confonderla. E ti conviene, perché il gioielliere che spara ai ladri in fuga è il personaggio che il tuo pubblico applaude. Così hai preso una condanna definitiva e l’hai riscritta con uno slogan, contando sul fatto che lo slogan lo leggono in centomila e le motivazioni della sentenza in nessuno.
Un rapinatore che scappa
sta scappando. Non sta
aggredendo nessuno
È tutto qui il vostro mestiere. Promettete una sicurezza che nessuno Stato può mantenere, e quando la promessa crolla offrite al cittadino l’unica cosa che vi resta: il permesso di farsi giustizia da sé. Deciderà lui quando finisce il pericolo. Deciderà lui la pena. Deciderà lui chi ha diritto di restare vivo. Basta che il morto abbia la fedina giusta.
«Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali», hai scritto. Una frase che non sbaglia mai, perché non dice niente. Lo Stato di diritto non sta dalla parte di chi gli è simpatico: protegge chi ha subìto il reato e ferma la mano di chi vorrebbe vendicarlo. Alla vittima deve giustizia e risarcimento. Non le deve il cadavere del colpevole.
Alla vittima lo Stato
deve giustizia. Non
le deve il cadavere
del colpevole
Vuoi salvare Roggero? Chiedi la grazia. Firmala, mettici la faccia. Sarebbe una scelta politica esplicita: discutibile, ma leale. Tu scegli la caricatura, perché costa meno — e il messaggio arriva senza bisogno di firma: quando lo Stato non arriva, ci pensa una pallottola.
Chiedete allo Stato di essere ovunque, e appena la realtà vi smentisce autorizzate il cittadino a diventare Stato per qualche secondo. I secondi in cui la paura è ancora nelle gambe, la rabbia ha già preso il braccio, e davanti c’è un uomo che corre. È lì che serve la legge. È lì che rispettarla costa.
Tu, in quei secondi, hai scelto l’applauso.
— Aristea
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