L'ITALIA PRESENTA IL CONTO A GOOGLE
Dopo la nuova sanzione europea, le richieste di risarcimento dei concorrenti potrebbero raggiungere dieci miliardi di dollari. Davanti al Tribunale di Milano, Trovaprezzi chiede 2,97 miliardi di euro.
Le multe europee contro Google stanno per entrare nei bilanci delle imprese che si considerano danneggiate. Il 23 luglio la Commissione europea ha inflitto al gruppo una sanzione da 890 milioni di euro. Comparatori di prezzi e altri concorrenti hanno rilanciato cause e richieste di risarcimento. Secondo una stima raccolta da Reuters, il totale potrebbe raggiungere dieci miliardi di dollari. La domanda più rilevante presentata in Italia viene da Moltiply Group, proprietaria della società che gestisce Trovaprezzi.it: reclama da Google 2,97 miliardi di euro davanti al Tribunale di Milano.
La nuova multa riguarda due violazioni del Digital Markets Act. La Commissione ha imposto 460 milioni di euro per il self-preferencing nei risultati di Google Search, cioè il trattamento più favorevole riservato ai servizi dello stesso gruppo rispetto a quelli concorrenti. Altri 430 milioni sanzionano le restrizioni allo steering su Google Play, cioè gli ostacoli posti agli sviluppatori che intendono indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi, spesso meno costosi. Google può contestare le decisioni. Il nuovo accertamento offre però ai concorrenti un ulteriore argomento: l'uso della piattaforma per privilegiare le attività del gruppo non si sarebbe esaurito con i primi procedimenti antitrust.
Bruxelles infligge a Google
una multa. Milano può imporre
a Google un risarcimento
Nel 2017 Bruxelles aveva già multato Google per avere favorito Google Shopping rispetto agli altri comparatori. Nel 2024 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha reso definitiva quella decisione. L'abuso è dunque accertato. Resta da stabilire quanto sia costato alle singole imprese, e su questo lavorano i tribunali nazionali.
La causa depositata a Milano riguarda il periodo compreso tra il 2010 e il 2017. Secondo Moltiply, il vantaggio assegnato a Google Shopping ha ridotto la visibilità di Trovaprezzi, ne ha ostacolato la crescita, le ha sottratto traffico e ricavi. La società ha avviato il procedimento nel maggio 2025. Ora deve dimostrare non soltanto l'esistenza della condotta illecita, già riconosciuta in sede europea, ma il rapporto concreto tra quel comportamento e i 2,97 miliardi richiesti.
Google contesta
l'entità del danno,
non l'esistenza dell'abuso
La differenza tra una multa e un risarcimento è economica prima che giuridica. La multa punisce Google e confluisce nel bilancio dell'Unione. Il risarcimento consegna le risorse al concorrente che sostiene di essere stato indebolito. Quelle risorse possono finanziare nuovi investimenti, recuperare capacità competitiva, modificare almeno in parte il mercato prodotto dall'abuso. Per questo la nuova ondata di cause conta più della somma inflitta da Bruxelles: trasforma la regolazione europea in una possibile redistribuzione di potere fra le imprese.
Il caso milanese non è isolato. Idealo ha ottenuto in Germania un risarcimento da 465 milioni di euro. PriceRunner ha ottenuto in Svezia una decisione favorevole per circa 1,5 miliardi di dollari, che con gli interessi salgono a 1,97 miliardi. Le sentenze restano impugnabili e i procedimenti possono durare anni. La dimensione raggiunta dalle richieste mostra però che i concorrenti non considerano più le sanzioni europee soltanto una vittoria amministrativa: le usano come base per recuperare nei tribunali nazionali una parte del valore perduto.
La Corte di giustizia
ha condannato Google
Il Tribunale di Milano
deve ora misurare il danno
subito da Trovaprezzi
Google respinge questa ricostruzione. Sostiene che le modifiche introdotte abbiano ampliato le opportunità per i comparatori e accusa le società ricorrenti di cercare risarcimenti invece di investire nei propri servizi. La difesa riguarda soprattutto l'entità del danno. Sull'esistenza dell'abuso che fonda la causa italiana, invece, non c'è più discussione: quel punto è stato definitivamente deciso in sede europea.
Il Tribunale di Milano dovrà stabilire se quel vantaggio abbia sottratto a Trovaprezzi quasi tre miliardi di euro. La cifra può essere ridotta o la richiesta respinta. Un riconoscimento anche soltanto parziale cambierebbe però la funzione concreta del diritto europeo della concorrenza. Bruxelles non si limiterebbe più a multare il gruppo dominante. Fornirebbe alle imprese nazionali lo strumento per presentargli il conto.
— Saldo Primario