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L’asse Trump-Putin e gli utili idioti delle ultradestre - Con Kiev, per l’Europa

L’accordo Trump-Putin sul gasolio indebolisce Kiev. L’Europa rinnova il sostegno all’Ucraina, le ultradestre applaudono e l’Italia resta legata all’unità occidentale.

L’asse Trump-Putin e gli utili idioti delle ultradestre - Con Kiev, per l’Europa

Con l’accordo fra Donald Trump e Vladimir Putin, Mosca ottiene nuove entrate dal gasolio e un allentamento delle sanzioni, mentre all’Ucraina viene chiesto di risparmiare le raffinerie russe. Così l’asse russo-americano premia l’aggressore e presenta il conto all’aggredito, che lo paga con la propria autonomia. La resistenza di Kiev, che disturba gli affari fra Washington e Mosca, diventa il problema di entrambe. Trump pretende infatti un presidente diverso da Volodymyr Zelensky.

Secondo il Financial Times, gli inviati americani avrebbero minacciato di sospendere la condivisione dell’intelligence se gli attacchi alle raffinerie dovessero proseguire. La minaccia è un ricatto sulle capacità militari del paese invaso e mostra quale pace prepari l’intesa: quella che comincia dalla tutela dell’economia di guerra russa. Washington vuole scegliere al posto di Kiev quali risorse dell’invasore possano essere colpite.

L’asse
russo-americano
premia l’aggressore
e presenta il conto
all’aggredito.

L’Unione europea respinge, a ragione, questa direzione. Kaja Kallas avverte che il diesel finanzierà la guerra e annuncia l’intenzione di approvare nuove sanzioni il 12 ottobre. Sulla stessa linea si collocano la Germania, che mantiene il sostegno a Kiev, e il Regno Unito, che rinnova l’appoggio a Zelensky e promette ulteriori restrizioni. La solidarietà europea assume così un contenuto concreto: difendere la capacità dell’Ucraina di resistere mentre Trump tenta di ridurla. Il premier dell’Estonia, Kristen Michal, propone di aumentare gli aiuti perché gli ucraini possano continuare a colpire proprio le raffinerie.

Dentro l’Europa, però, l’intesa raccoglie anche consensi. L’AfD esulta: Alice Weidel applaude l’accordo e attacca il governo tedesco per le sanzioni e il costo dell’energia. In Italia, Roberto Vannacci rivendica la scelta americana e chiede di interrompere gli aiuti a Kiev e di comprare energia da chi la vende al prezzo più basso. Nei fatti, il patriottismo proclamato dalle ultradestre libera risorse per Putin e toglie sostegno a chi ne subisce l’invasione. Il risparmio immediato che Weidel e Vannacci invocano ha come contropartita una sicurezza europea più debole.

L’applauso dell’AfD si inserisce in un quadro politico più ampio. Nei Patrioti per l’Europa si ritrovano il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella, Fidesz di Viktor Orbán e la Lega di Matteo Salvini. A marzo il gruppo si è schierato contro l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue e contro il debito comune, due scelte che restringono gli strumenti dell’impegno europeo. Fra questi partiti le differenze restano, ma l’effetto complessivo è un’Europa meno capace di decidere insieme, quindi più esposta agli accordi che altri concludono sulla sua sicurezza, come quello fra Washington e Mosca.

Nei fatti,
il patriottismo
proclamato dalle
ultradestre
libera risorse
per Putin.

L’insistenza di Giorgia Meloni sull’unità occidentale, ribadita anche al G7 di giugno, urta oggi contro le decisioni americane. È una linea cauta, fissata prima dell’accordo di ottobre, e da sola non basta a valutarlo. Ridurre il contrasto a un problema di incomprensioni diplomatiche significherebbe sottrarsi al giudizio sull’intesa con Putin. Il richiamo all’Occidente resta una formula comoda finché non indica chi ne sta compromettendo la tenuta. La crepa si apre sull’altra sponda dell’Atlantico: è Trump a demolire un presupposto essenziale di quell’unità, il sostegno al paese aggredito.

Difendere Kiev richiede di contestare apertamente l’accordo energetico e la pretesa americana di condizionarne la resistenza. L’Europa dovrà mantenere gli aiuti e rafforzare le sanzioni, riducendo al tempo stesso la dipendenza ucraina dagli strumenti che Washington minaccia di sottrarre. Il governo italiano deve assumere questi impegni insieme ai partner europei e sostenerli anche quando comportano uno scontro con Trump.


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