GLI STATI UNITI COSTRUISCONO IL FRONTE ARTICO
Le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia e il monitoraggio delle navi cinesi nel Mare di Bering appartengono alla stessa strategia: presidiare gli accessi all'Artico nordamericano.
Il 12 luglio 2026 due rompighiaccio scientifici cinesi, Xue Long e Xue Long 2, sono entrati nel Mare di Bering diretti verso l’Artico. La Guardia Costiera statunitense li ha seguiti nell’ambito di Operation Frontier Sentinel, nella zona economica esclusiva americana e sopra la piattaforma continentale estesa. Washington ha precisato che la missione cinese rispettava il diritto internazionale. Ciò non ha impedito di trattarla come un movimento da registrare. Ogni presenza straniera nel settore americano del Grande Nord viene identificata e accompagnata.
Questa sorveglianza sembra estranea alle ripetute dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia. I due fatti appartengono invece allo stesso dispositivo. L’Artico nordamericano ha due accessi: gli Stati Uniti se ne stanno assicurando entrambi.
Stati Uniti e Canada
stanno trasformando l’Artico
nordamericano in un unico
spazio di sorveglianza
La Groenlandia domina il collegamento fra l’Artico e l’Atlantico settentrionale e ospita la base statunitense di Pituffik, nodo essenziale per l’allarme missilistico, la sorveglianza spaziale e il tracciamento delle traiettorie polari. Da questa posizione gli Stati Uniti osservano il settore euro-artico e proteggono la direttrice più breve fra Nord America ed Eurasia. L’interesse americano per l’isola precede di molti decenni il ritorno di Trump alla Casa Bianca.
Lo Stretto di Bering è il passaggio obbligato per le navi che risalgono dal Pacifico verso le rotte artiche. Qui la Guardia Costiera controlla i movimenti e raccoglie informazioni senza ricorrere a un dispiegamento apertamente militare. I rompighiaccio cinesi non costituivano una minaccia. Il loro passaggio ha però mostrato che quel tratto di mare non è più trattato come uno spazio periferico.
Il Canada completa il dispositivo. Con Operation LATITUDE, le Forze armate canadesi conducono attività congiunte con gli Stati Uniti nelle acque settentrionali, compreso il Mare di Bering, impiegando unità navali, velivoli da sorveglianza, forze speciali e mezzi della Guardia Costiera. Ottawa presenta l’operazione come parte della difesa integrata del Nord America.
Il dispositivo incontra però un limite materiale. Il 13 luglio 2026, il giorno dopo il transito cinese, il rompighiaccio Healy ha subito un guasto ed è stato rimorchiato per riparazioni. Washington ha stanziato 25 miliardi di dollari per modernizzare la Guardia Costiera e ampliare la flotta polare, ma i nuovi mezzi richiederanno anni. Seguire una nave straniera è già possibile. Garantire una presenza stabile fra i ghiacci dipende invece da rompighiaccio e mezzi che devono ancora entrare in servizio.
Prende forma così una militarizzazione a bassa intensità. Le acque restano aperte, le missioni straniere non vengono bloccate. Mezzi navali, aerei e sensori fissi rendono però permanente la conoscenza dell’ambiente operativo, e le informazioni circolano fra Washington e Ottawa. L’Artico nordamericano ha smesso di essere una questione di amministrazione marittima.
La crescita della Northern Sea Route, le infrastrutture russe e la cooperazione fra Mosca e Pechino spiegano l’accelerazione. Il sistema artico russo ha una funzione commerciale, energetica e militare; la presenza cinese vi aggiunge capitali, traffico e capacità scientifiche. Washington e Ottawa non dispongono di una rotta concorrente già organizzata. Rispondono con la sorveglianza.
L’Artico nordamericano
smette di essere una questione
di amministrazione marittima
La Groenlandia appartiene al Regno di Danimarca e dispone di proprie istituzioni politiche. Il Canada rivendica la sovranità sul proprio arcipelago artico. Gli interessi americani devono quindi passare attraverso alleanze e accordi. Il linguaggio proprietario di Trump individua il valore strategico dell'isola, ma rischia di indebolire la cooperazione sulla quale il dispositivo nordamericano deve poggiare.
La principale rotta artica resta, quindi, quella organizzata dalla Russia. Il dispositivo nordamericano non la contende: presidia un settore, non una linea di traffico. È una scelta calibrata su una navigazione artica oggi stagionale e su volumi ancora limitati. Entrambe le condizioni stanno cambiando.
— Severin Azimut
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