COLLOQUI (1974-1991) ATTRAVERSANDO IL BOSCO - un libro di Gennaro Malgieri

Tredici colloqui, tredici voci della cultura di destra del Novecento. Malgieri le rilegge nel 2020 e scopre intuizioni ancora vive su tecnica, politica, omologazione e libertà. Ma il libro vale soprattutto quando le differenze tra i suoi interlocutori incrinano l’idea di una sola famiglia culturale.

COLLOQUI (1974-1991) ATTRAVERSANDO IL BOSCO - un libro di Gennaro Malgieri

Colloqui nasce due volte. La prima fra il 1974 e il 1991, quando Gennaro Malgieri incontra intellettuali allora collocati, con maggiore o minore precisione, nell’area culturale della destra. La seconda nel 2020, quando riapre quei cassetti e decide che quelle conversazioni possono ancora parlare. La distanza conta più della raccolta. Malgieri rilegge quegli uomini sapendo ciò che è accaduto dopo, e nelle loro parole trova il presentimento di una tecnica destinata a diventare ambiente. Lo dichiara nella premessa: quei colloqui aiutano a capire ciò che allora stava accadendo e soprattutto ciò che sarebbe accaduto. Una cultura tenuta ai margini può aver visto prima delle altre le crepe che il nuovo secolo avrebbe allargato. Una pista sola, tredici testimoni.

Julien Freund difende una sfera dell’esistenza che la politica deve lasciare intatta, e avverte che la politicizzazione assoluta finisce per snaturare la politica stessa. Ernst Jünger affida all’anarca la capacità di restare radicato in sé davanti allo Stato universale e ai suoi automi. Massimo Fini parla apertamente di «omologazione tecnologica» e descrive l’industrialismo come una potenza che spezza i legami. Chiamarli profeti farebbe torto alla loro intelligenza. Erano diagnostici precoci: avvertivano una direzione prima che gli algoritmi le dessero la forma che oggi conosciamo.

Colloqui vale anche come documento di quella stagione, perché ne conserva il linguaggio e i conflitti prima della rilettura successiva. A. James Gregor ne offre quasi il controcanto metodologico: invita a partire proprio dai documenti per interpretare i fatti e rifiuta l’idea che un fenomeno complesso possa essere racchiuso in una spiegazione unica.

Malgieri cerca una
famiglia e le sue pagine
gli restituiscono
una costellazione.

Nelle pagine del capitolo conclusivo, Duemilaventi, Malgieri dispone intuizioni diverse lungo una linea sola. La perdita delle gerarchie prepara una società indifferenziata, la tecnocrazia vi trova il terreno del proprio dominio. L'autore distingue con chiarezza l’eguaglianza davanti alla legge dall’egualitarismo che cancella le differenze. Nelle pagine successive tende però a ricondurre universalismo, livellamento antropologico e omologazione dentro uno stesso processo storico. La società che rende gli uomini intercambiabili non discende necessariamente dal principio di eguaglianza. Semmai, può derivare dalla sua deformazione egualitaria. Fini, dentro il libro, introduce una linea diversa, attribuendo all’industrialismo – non all’eguaglianza – la dissipazione della solidarietà.

Francisco Elías de Tejada difende i corpi storici e la gerarchia. Jünger cerca una sovranità interiore che sopravviva agli apparati, il che è quasi il contrario. Freund non chiede alla politica di essere migliore: le assegna un confine. Andrej Sinjavskij, credente, diffida della religione appena pretende di farsi potere. E Alain de Benoist finirà per considerare le proprie idee classificabili a destra senza ritenerle necessariamente «di destra».

Fini attribuisce all’industrialismo,
non all’eguaglianza,
la dissipazione
della solidarietà.

Quei tredici uomini diffidano tutti di qualunque principio pretenda di esaurire l’uomo: la politica che vuole occupare l’intera esistenza, la tecnica che lo converte in funzione. Le risposte divergono, talvolta si escludono; l’allarme che le provoca è lo stesso. Sotto la cultura di destra che Malgieri voleva riportare alla luce compare l’irriducibilità della persona, che lui non nomina mai. L’uomo conserva sempre un resto, e il resto sfugge alla definizione destinata a contenerlo. Forse tiene insieme i Colloqui più di qualsiasi dottrina comune.

Un minimo comune denominatore esiste, dunque, ma non coincide con una dottrina politica condivisa. L’etichetta sotto la quale Malgieri li raccoglie riconosce una parentela, senza riuscire a esaurirla. Il catalogo si ribella al catalogatore. La genealogia si apre in biografie, convinzioni, fedeltà e dissidenze che non conducono allo stesso approdo. Malgieri cerca una famiglia. Le sue pagine gli restituiscono una costellazione.

Sinjavskij crede
e diffida della religione
appena pretende
di farsi potere.

Maurice Bardèche porta la difesa della differenza fino a una lettura positiva del fascismo fondata sulle radici e sulla particolarità dei popoli. Nelle pagine finali Malgieri compie, su un altro piano, un movimento affine quando include l’ineguaglianza fra i valori il cui smantellamento avrebbe preparato la società tecnocratica. In entrambi i casi la differenza, da limite imposto all’omologazione, tende a diventare principio ordinatore. È qui che la scoperta dell’irriducibilità mostra il suo lato più esigente: se l’uomo non può essere esaurito dalla politica o dalla tecnica, non può esserlo neppure dalla tradizione, dalla gerarchia o dall’identità. Freund e Sinjavskij indicano, ciascuno a modo proprio, proprio quel limite: esistono sfere dell’esistenza che nessun potere può occupare interamente. La critica all’egualitarismo conserva allora la sua forza finché difende la differenza; diventa più fragile quando lascia intendere che la differenza abbia bisogno della gerarchia per esistere. La libertà non si salva sostituendo a un principio totalizzante il principio contrario.

Resta il bosco. Jünger vi lascia l’anarca, immobile e radicato in sé mentre intorno passa la storia. Malgieri vi entra seguendo le tracce di una cultura data per dimenticata, e scopre che portano lontano. Ma i sentieri si dividono, e nessuno dei tredici possiede la mappa intera. È la divisione dei sentieri a salvare Colloqui dal mausoleo. Malgieri voleva restituire la parola a uomini che il conformismo aveva lasciato ai margini. Sono loro a ricordargli che un bosco attraversato da un solo sentiero è una strada.

– Miro Renzaglia

Scheda libro

Titolo: Colloqui (1974-1991) Attraversando il bosco
Autore: Gennaro Malgieri
Editore: Solfanelli
Anno: 2020
Pagine: 152
ISBN: 978-88-3305-213-7
Prezzo: 12,00 euro
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