CODREANU. L'ARCANGELO TRAFITTO - un libro di Carlo Sburlati

CODREANU. L'ARCANGELO TRAFITTO - un libro di Carlo Sburlati

Carlo Sburlati è autore noto. Medico per formazione, fin dalla giovinezza ha mostrato una spiccata vocazione scrittoriae di studio che lo ha reso, fin dagli anni Settanta, uno dei nomi di maggior rilievo dell’area intellettuale non-conformedel nostro paese. Chi scrive è da allora lettore delle sue opere. L’intensa attività di Sburlati ha, inoltre, mostrato il meglio di sé nella promozione e nell’organizzazione di eventi culturali che hanno avuto risonanza non semplicemente nazionale ma internazionale. Le benemerite edizioni Volpe, cinquant’anni fa, dettero alle stampe un suo volume monografico, Codreanu, il Capitano, una ricca biografia intellettuale dal tratto eminentemente storico, accolta da critici e lettori come libro dirimente intorno alla figura, carismatica e discussa, del fondatore della Guardia di Ferro romena. Il volume è di nuovo in libreria in una nuova edizione con il titolo Codreanu. L’arcangelo trafitto, per i tipi di Idrovolante. Il testo è concluso e arricchito dall’Appendice critica firmata da Mario Bernardi Guardi e aperto dalla lettera all’autore, che funge da introduzione, di Horia Sima, insigne accademico e uomo politico che aderì alla Legione.

Sima, terminata la lettura della prima edizione, ebbe a scrivere: «mi sono reso conto di trovarmi di fronte a un’opera davvero fondamentale e documentata sull’argomento» (p. 7). Si trattava di un libro che si poneva oltre le manipolazioni storiche con le quali veniva letta, in quel frangente, la figura del Capitano. Inoltre, lo stesso Sima rilevava con compiacimento nei confronti di Sburlati: «Lei è riuscito a scendere nelle profondità dell’anima legionaria» (p. 9). Questa era connotata da una critica radicale dell’atomismo borghese-liberale e dell’idea totalitaria che discendeva dal marxismo. Codreanu e la Guardia di Ferro guardavano, infatti, all’individuo quale cellula al servizio della Nazione e ponevano questa al servizio di Dio. Per tale ragione, le intenzioni esegetiche di Sburlati sono da leggersi in relazione a una storiografia libera e documentata che mira a cogliere, di là dall’esaltazione meramente agiografica e dalla denigrazione preconcetta, l’ubi consistam della vita e del pensiero di Codreanu e del fascismo romenoCodreanu. L’arcangelo trafitto è saggio ricco di informazioni, che si avvale, in modalità non strumentale, della bibliografia critica più accreditata in argomento. Ha contezza, il nostro studioso, del valore positivo, dis-velativo, stante la lezione di Bachofen in tema, della dimensione empatica per il chiarimento degli eventi storici. In tal senso, il lavoro di scavo di Sburlati è da porsi in sequela con lo studio di Maurice BardècheI fascismi sconosciuti, ne rappresenta, anzi, un approfondimento di valore rispetto al caso romeno.

Codreanu e la Guardia di Ferro
guardavano all’individuo quale
cellula al servizio della Nazione
e ponevano questa al servizio di Dio

Il volume è articolato in cinque capitoli connotati da prosa affabulatoria, sostenuta da passione non comune; il narrato attraversa e analizza vita, azione politica e pensiero del Capitano. Codreanu, ricorda Sburlati, nacque a Iaşi il 13 settembre del 1899. Il suo cognome che, in realtà, era un soprannome con cui la famiglia venne apostrofata a partire dal nonno, guardia forestale, sottolinea il radicamento identitario dei suoi membri nel paesaggio moldavo, nella cultura contadina: Codreanu significa infatti “uomo della foresta”. Non è casuale che nella città natale del fondatore della Legione dell’Arcangelo avessero risuonato i versi del poeta Mihai Eminescu, il Leopardi romeno, che sosteneva il tratto melanconico dei suoi canti con un acceso nazionalismo. Codreanu apprese, nel Liceo militare nel quale si formò, il senso della disciplina e del sacrificio. Partecipò, durante il primo conflitto mondiale, al servizio delle truppe comandate dal padre, all’avanzata dell’Ardeal e visse, dopo i primi successi, la delusione della successiva ritirata. Sburlati ripercorre la parabola politica del Capitano e della Guardia di Ferro, ricostruisce i rapporti con Mircea Eliade ed Emil Cioran, oltre che con altri intellettuali della Giovane Generazione. Giunge, infine, a discutere il martirio cui il leader e molti Legionari si votarono con determinata convinzione.

Per comprendere il senso dell’azione di questi uomini è necessario far riferimento alle tesi di Eugen Weber, lo ricorda Bernardi Guardi: questo storico rivendicò alla loro impostazione tratto «nazionale, popolare e rivoluzionario, oltre che una volontà religiosa – meglio ancora mistica» (pp. 226-227). La loro non fu azione controrivoluzionaria, ma proposta animata da istanze sociali, latrice di ciò che Brasillach definì “fedeltà alla giovinezza”. Quella della Guardia di Ferro fu una risposta al moderno indotta dal conflitto generazionale, una sorta di “evocazione romantica”, lo colse lo storico Stuart J. Wolff, che guardava al Nuovo Inizio della storia romena ed europea. Codreanu fu portatore di un sentimento mistico-messianico che aspirava a determinare una svolta politica centrata sulla rinascenza dei valori cristiano-ortodossi, alla luce della quale ogni atto umano doveva tornare ad assumere valenza spirituale. Non è certo casuale che Evola fu affascinato dal Capitano. Nel suo volto intravide «quella folgore dell’insolito che […] immediatamente comunica(va)» (p. 229), in lui incontrò, finalmente, un “Uomo” della Tradizione. Eliade, nelle pagine del Diario, ricorda lo straordinario incontro tra i due, alla presenza del tradizionalista Vasile Lovinescu. La damnatio memoriae, dopo la guerra, cadde sulla figura del Capitano, in particolare per il suo antisemitismo.

La loro non fu azione
controrivoluzionaria,
ma proposta animata
da istanze sociali,
latrice di ciò che Brasillach 
definì “fedeltà alla giovinezza”

Un antisemitismo spirituale che vedeva nell’ebraismo la sovversione del primato dello spirito sulla materia. Lo spirito andava difeso, preservato, nella comunità dei CUIB, nei “nidi” legionari, nei quali, due volte a settimana, come negli Ordini monastici, si praticava un digiuno rituale purificatore. La Casa Verde, sede della Legione, testimonia come la Guardia di Ferro fosse movimento volto alla speranza politica. L’“uomo nuovo” era pensato alla luce dei precetti dell’ortodossia, vivi e palpitanti nelle comunità contadine e nei villaggi rurali. Per questo, lo riferisce Indro Montanelli, Codreanu sostenne: «Io edificherò una capitale […] di contadini, di poeti, di scienziati, di […] pura stirpe romena» (pp. 240-241). Nell’oblio caduto sulla Legione alligna il rimpianto, forse ambiguo, come la natura di tutto ciò che è umano. Sburlati, in queste pagine, attualizza, in modalità organica e con persuasività d’accenti, la memoria di questo lascito a beneficio di tutti noi, lettori postumi dell’età della post-verità.

– Giovanni Sessa

Titolo: Codreanu. L’arcangelo trafitto
Autore: Carlo Sburlati
Appendice critica: Mario Bernardi Guardi
Editore: Idrovolante Edizioni
Anno: 2025
Pagine: 260
Prezzo: € 17,00
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𝗧𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼: Codreanu. L’arcangelo trafitto 𝗔𝘂𝘁𝗼𝗿𝗲: Carlo Sburlati 𝗔𝗽𝗽𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗲: Appendice critica di Mario Bernardi Guardi; rielaborazione e ampliamento del volume Codreanu il Capitano(G. Volpe, 1970) 𝗘𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲: Idrovolante Edizioni 𝗔𝗻𝗻𝗼: 2025 𝗣𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲: 260 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼: brossura 𝗣𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼: € 17,00 𝗜𝗦𝗕𝗡 / 𝗘𝗔𝗡: ISBN 1281143596 – EAN 9791281143593 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚: https://www.idrovolanteedizioni.com/.../codreanu.../ Ha suscitato parecchio clamore la ripubb