SFORTUNATO IL PAESE CHE NON HA EROI - un libro di Simone Regazzoni

SFORTUNATO IL PAESE CHE NON HA EROI - un libro di Simone Regazzoni

In un mondo sempre più piagnucoloso, davanti a un’umanità il cui unico panorama sembra essere quello della vittima che reclama diritti da ottenere come risarcimento dei torti subiti, scrivere oggi un libro sull’eroismo appare quanto mai fuori luogo. Un’operazione retrò, fuori passo rispetto ai tempi. Simone Regazzoni, autore di Sfortunato il paese che non ha eroi, edito da Ponte alle Grazie, ha però in serbo riflessioni tutt’altro che inattuali. Perché scrivere, oggi, un libro sull’eroismo? Prendendo a prestito una dichiarazione di Clint Eastwood, si può abbozzare una prima risposta: «Perché ci siamo trasformati in una generazione di femminucce». Frase scorrettissima, certo, ma utile a segnalare l’atroce piaga del politicamente corretto, alibi perfetto per il soggetto che non ha il coraggio di farsi carico dell’etica nella sua dimensione più conturbante e conflittuale: la dimensione dell’eroismo.

Per capire che cosa sia questa dimensione occorre partire dalla definizione di eroismo proposta dall’autore. Si parla qui di un eroismo del singolo, distante dall’idea di soggetto libero, autonomo e sovrano cui rimanda la tradizione dell’individualismo anarchico. Lo stesso Eastwood, parlando del personaggio dell’ispettore Callaghan, definì questa Cosa conturbante una «morale superiore». L’etica dell’eroismo di cui si parla nel saggio è dunque una iper-morale, un’etica dell’atto che si pone prima e al di là della Legge. Questa Cosa etica non ha nulla di rassicurante o edificante: oltrepassa la Legge e sfida continuamente la nozione dominante di bene, fino ad assumere tratti che evocano il male. È per questo che fa paura. Non per la presenza di un nemico esterno all’orizzonte morale, bensì per il suo cuore di tenebra. Agli occhi del moralismo contemporaneo e dei suoi paladini — gli idioti della morale, impegnati nell’addomesticamento moralistico della morale stessa — la vera minaccia è l’etica in ciò che possiede di più irriducibile: la decisione, l’atto che eccede ogni regola, ogni legge, ogni principio.

Per descrivere questa nuova etica dell’eroismo, Regazzoni ricorre a figure cinematografiche controverse: l’ispettore Callaghan, che prese il posto di Eastwood per almeno due decenni prima che l’attore venisse pienamente sdoganato in tarda età; i pistoleri del Mucchio Selvaggio di Sam Peckinpah, il regista più reazionario di Hollywood; Batman, Cavaliere Oscuro della trilogia; il cinico Dr. House. Questo nuovo eroismo è solitario, individualista, privo di una causa da servire. Non chiede sacrifici per il bene comune, per la patria o per l’umanità. Mette in gioco soltanto il godimento dell’eroe. Un godimento che non va confuso con l’edonismo o con il soddisfacimento del piacere, perché indica piuttosto l’estrinsecazione nell’azione del demone muto che alberga nell’eroe e lo usa.

È per questo che la scena finale del Mucchio Selvaggio si dilata a dismisura a partire dal suo innesco. Quando viene chiesto a Bishop, capo della banda, di andare a liberare Angel, torturato e catturato dopo una rapina andata male, Bishop sa di dirigersi verso morte certa e accetta. Si potrebbe pensare a un omaggio all’iper-morale del gruppo, al vincolo che impedisce ai sodali di abbandonare un compagno. Il film, però, si muove altrove. Restano epiche quelle due parole che condensano, in un atto di quasi afasia, tutta l’etica di questo nuovo eroismo individualista e autoreferenziale: «Let’s go! Why not?». «Andiamo! Perché no?», risponde Bishop, allontanandosi dal bordello in cui era andato a sollazzarsi. Nessun inno al cameratismo, alla banda, al clan. Nessun elogio del bene superiore dell’unione cementata sul campo. Solo un «perché no?». È lo stesso Peckinpah a chiarire la portata di questa risposta: «Dietro la decisione del Bunch non c’è nessun orizzonte simbolico, nessuna causa con cui identificarsi e per cui varrebbe la pena morire». C’è un deserto di senso, un vuoto di orizzonte simbolico. Si risponde soltanto a sé stessi e al proprio godimento assoluto, liquidando in una battuta ogni calcolo, ogni compromesso, ogni possibile ritirata.

«Occorre diventare ciò che si è senza cercare alibi», avrebbe chiosato Nietzsche. Peckinpah, da parte sua, afferma che un vero uomo è uno che non deve dimostrare nulla: un uomo è sé stesso. Viviamo in un’epoca che ha visto il deserto avanzare, divorando i vecchi ideali e gli eroi del passato. A questo deserto si può reagire vagheggiando il bel mondo andato, rannicchiandosi come su una zattera alla deriva su quelle poche zolle ancora non intaccate dal nulla; oppure prendendo coscienza che «persino nei deserti c’è abbondanza». La nuova etica dell’eroismo risponde affermativamente e reattivamente al progredire del deserto, facendone un luogo abitabile. Sa di non poter più contare su una causa, e considera grottesco combattere per le cause dei padri, ormai defunte. All’eroe resta l’agire, spinto da quella Cosa conturbante che è il suo puro godimento: l’esplosione del demone interiore che prende a esplicitarsi senza parole, permettendogli di essere, al culmine, sé stesso.

Se necessario, l’eroe diventa inquietante. Come Batman, Cavaliere Oscuro che mormora: «Certo che siamo criminali. Siamo sempre stati criminali. Dobbiamo essere criminali», riconoscendo in sé il rovescio privo di luce che lo rende tenebra e lo avvicina ai gaglioffi che rincorre. Così come Callaghan, che in fondo non è tanto diverso dallo psicopatico cui dà la caccia. È per tutte queste sfaccettature che il saggio, nel suo corpo centrale, si articola nei capitoli Eroismo comico, Eroismo del godimento, Eroismo del Singolo, Eroismo criminale. In tempi calamitosi, una lettura breve ma scarnificante, per nulla rassicurante, tutta giocata sul punto in cui l’etica smette di consolare e torna a inquietare. In fondo, perché non leggerlo? Già. «Why not?».

-Mario Grossi


Scheda libro

Titolo: Sfortunato il paese che non ha eroi. Etica dell’eroismo
Autore: Simone Regazzoni
Editore: Ponte alle Grazie
Collana: Saggi
Anno: 2012
Pagine: 115
ISBN: 978-88-7928-991-7
Prezzo di copertina: € 12,00
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