LA DONNA FINLANDESE - un libro di Luigi G. de Anna

LA DONNA FINLANDESE - un libro di Luigi G. de Anna

La donna finlandese di Luigi G. de Anna è un libro più finemente sottile di quanto annunci il titolo. Chi cercasse una storia lineare della condizione femminile in Finlandia troverebbe qualcosa di diverso e, in fondo, più interessante: una lunga ricognizione sullo sguardo, sul desiderio, sulla distanza, sul modo in cui l’Europa meridionale ha immaginato il Nord e ha collocato dentro quel Nord una donna insieme reale, letteraria, politica, erotica, domestica, favolosa. La donna finlandese sta lì, al centro della scena, eppure il libro parla anche di noi: dei nostri occhi, delle nostre classificazioni, delle nostre nostalgie, della nostra difficoltà a guardare una libertà femminile senza trasformarla subito in promessa, minaccia o leggenda.

Per De Anna la questione decisiva riguarda il modo in cui la donna finlandese ha interagito con lo sguardo di una cultura esterna, soprattutto mediterranea e italiana. La Finlandia diventa così un laboratorio ottico. Il viaggiatore arriva, osserva, annota, confronta. Porta con sé il proprio bagaglio: moralismo cattolico, curiosità illuministica, positivismo antropologico, galanteria borghese, libido mediterranea, esotismo turistico. La Finlandia gli risponde con una materia più viva dei suoi schemi: corpi, paesaggi, stanze calde, figure femminili che passano dalla campagna alla politica, dalla poesia popolare alla guerra. Tra documentofantasiastereotipo e attrazione, quella figura femminile comincia a muoversi fuori dalla cornice che vorrebbe trattenerla.

Una lunga ricognizione
sullo sguardo, sul desiderio,
sulla distanza, sul modo in cui
l’Europa meridionale
ha immaginato il Nord

La partenza contemporanea è Sanna Marin, immagine perfetta e quasi cinematografica della Finlandia come Paese della Donna: giovane, politica, madre, sorridente, esposta al giudizio pubblico, capace di portare il proprio Paese dentro una decisione geopolitica enorme. Da lì il libro torna indietro, verso le Amazzoni, la Terra feminarum, le isole abitate da donne, le leggende medievali, le narrazioni dei geografi e dei cronisti. La donna del Nord precede la Finlandia moderna. Prima ancora di essere cittadina, lavoratrice o premier, è già figura dell’alterità: comanda, combatte, genera, seduce, inquieta. La sua libertà nasce nell’immaginario europeo come scandalo e come fascino.

De Anna accumula fontianeddoti, giudizi, citazioni, cronache di viaggio, scene laterali. La scrittura procede per mosaico: un tassello medievale, uno illuministico, uno ottocentesco, uno giornalistico, uno cinematografico. La donna finlandese appare presa in una rete di confronti: con la svedese, più caricata eroticamente; con la sami, più esotizzata; con la mediterranea, più vincolata da codici familiari e sociali; con la cittadina europea, più riconoscibile; con la contadina, più vicina alla concretezza della fatica e del canto popolare. A ogni passaggio cambia profilo e conserva un margine di fuga.

L'autore non finge castità
retrospettiva. Lascia che il
desiderio emerga. Lo segue.
Lo incornicia. Lo fa parlare.
E proprio perché lo lascia
parlare, ne mostra i limiti

Capelli color grano, occhi marinigambe, carnagione, abiti, scollaturenudità: il tema erotico attraversa il volume con una discrezione quasi tattile. I viaggiatori guardano, eccome se guardano. Alcuni guardano con eleganza, altri con goffaggine, altri con quella fame provinciale che scambia ogni differenza per autorizzazione al sogno. L'autore non finge castità retrospettiva. Lascia che il desiderio emerga. Lo segue. Lo incornicia. Lo fa parlare. E proprio perché lo lascia parlare, ne mostra i limiti. L’uomo del Sud vede nella donna nordica una promessa di naturalezza: innocente e sensuale, libera e fredda, disponibile e remota. Una contraddizione ambulante, fatta apposta per accendere la fantasia di chi viaggia già mezzo innamorato dell’idea di perdersi.

Nella sauna la nudità finlandese, agli occhi dello straniero, mette in crisi il vocabolario morale abituale. Il corpo nudo può essere igieneritocomunitànaturalezza, prima ancora che provocazione. Il viaggiatore mediterraneo avverte il turbamento perché porta con sé un codice diverso: dove vede pelle, immagina seduzione; dove incontra disinvoltura, sospetta licenza; dove trova innocenza, proietta desiderio. La sauna resta luogo del corpo, e dunque anche luogo potenzialmente sensuale. Però quella sensualità non grida. Sta nel vapore, nel silenzio, nell’imbarazzo dell’ospite, nella distanza tra chi vive il corpo come abitudine e chi lo guarda come rivelazione.

Nella sauna la nudità
finlandese, agli occhi dello
straniero, mette in crisi
il vocabolario morale abituale

Il suffragio del 1906, l’associazionismo femminile, le Lotta SvärdElisabeth Rehn, le ministre, le sportive, le artiste, fino a Marin: la libertà femminile prende corpo fuori dalla scena erotica e la supera senza cancellarla. La stessa autonomia che turbava il viaggiatore nella sauna ritorna negli uffici, nelle università, nelle associazioni, nei reparti ausiliari, nei ministeri. La bionda dei racconti, la contadina dei canti, la moglie incontrata dagli italiani, la dama di buona società, la premier in giacca di pelle e anfibi appartengono alla stessa lunga trasformazione: una donna che non chiede allo sguardo maschile il permesso di esistere.

Le fonti si muovono da Tacito ad Adamo di Brema, da Giuseppe Acerbi a Indro Montanelli, da Paolo Mantegazza a Curzio Malaparte, dalla poesia popolare alla stampa contemporanea. A volte il piacere sta proprio nella deviazione, nell’aneddoto, nella scheggia laterale: un barbiere, una studentessa, una figlia di pastore, una moglie, una ragazza vista in treno, una politica fotografata troppo da vicino. La pagina procede come un viaggio: devia, sosta, guarda una finestra illuminata, torna sulla strada, riprende il tema.

Ogni civiltà rivela se stessa nel modo in cui guarda le donne degli altri. Il Nord seduce perché sembra offrire una femminilità meno imprigionata, meno teatrale, meno sorvegliata. Il Sud guarda e sogna. Poi giudica. Poi fraintende. Poi torna a guardare. Osservata, desiderata, classificata, la donna finlandese finisce per sottrarsi alla mano che vorrebbe fissarla. Rimane corpo e istituzione, vapore e Parlamento, canto popolare e responsabilità pubblica. Il Nord che sembrava offrirsi allo sguardo del viaggiatore restituisce lo sguardo: più freddo, più libero.

— Miro Renzaglia

Scheda libro

Titolo: La donna finlandese. Impressioni di viaggiatori attraverso i secoli
Autore: Luigi G. de Anna
Editore: Solfanelli
Collana: Faretra, 168
Anno: 2024
Pagine: 144
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