GLI ALCHIMISTI – Un saggio di Michel Caron e Serge Hutin

GLI ALCHIMISTI – Un saggio di Michel Caron e Serge Hutin

Michel Caron e Serge Hutin sono due noti studiosi di esoterismo. Alcune opere di Hutin sono state tradotte nella nostra lingua. È da poco nelle librerie un’opera di rilievo dei due solerti ricercatori, Gli Alchimisti, comparsa nel catalogo di Iduna Editrice. Il libro è una vera e propria storia dell’alchimia, letta e presentata attraverso la discussione della vita e degli scritti dei più noti adepti della Grande Opera. Caron e Hutin forniscono al lettore le coordinate generali affinché possa districarsi nei complessi rimandi che il tema trattato implica. Allo stesso tempo, e questo è il pregio maggiore del volume, non banalizzano l’argomentazione, ma la discutono alla luce della più accreditata bibliografia critica in materia. La prosa dei due studiosi coinvolge e affascina, rendendo gradevole la lettura di queste pagine, cosa piuttosto rara nei trattati di storia dell’ermetismo. Il volume è inoltre impreziosito da un ricco apparato iconografico, da ritratti di alchimisti e da raffigurazioni dei loro laboratori, nonché dei simboli che contraddistinguono tale Via. Scopo dichiarato del saggio è mostrare che l’alchimia ha poco a che fare, in realtà, con la sua esegesi prodotta dal positivismo: non si tratta di una “chimica primitiva”, praticata dai meri “soffiatori”, ma di una via iniziatica europea alle cui spalle si dispone una lunga storia.

L’alchimia non è una
“chimica primitiva”,
ma una via iniziatica europea

Riteniamo che, per la comprensione di questa affermazione, ruolo dirimente svolga il primo dei quattro capitoli, dedicato a Nicolò Flamel. Di Flamel è stato detto tutto e il contrario di tutto. La sua vita è circondata da un alone leggendario, come accade nel caso di molti adepti. Le apparenti incongruenze dei suoi dati biografici mirano a custodire il segreto iniziatico proprio dell’ermetismo. Dalla bibliografia prodotta su questo “scrivano pubblico” francese, nato tra il 1330 e il 1345, parsimonioso, fedele e devoto, è possibile rintracciare tanto la verità che, dall’interno, connota la Grande Opera, quanto le falsità e le dicerie che, per secoli, hanno accompagnato l’iter carsico della scienza alchemica. La sua tranquilla esistenza fu sconvolta da un sogno nel quale un Angelo gli presentò un libro sul cui frontespizio compariva una dedica di Abramo Ebreo: «Questo libro trattava della trasmutazione dei metalli e i fogli erano in numero di 21, vale a dire tre volte il numero 7» (p. 7). Flamel rintracciò questo volume molti anni dopo e si dedicò, dapprima senza successo, alla sua interpretazione. Intraprese il pellegrinaggio a S. Giacomo di Campostela. Durante il viaggio entrò in contatto con un medico e studioso di Cabala, Conches, con il quale rientrò in Francia. Grazie al suo insegnamento comprese la realtà celata nel volume. Il senso della Grande Opera fu fatto rappresentare da Flamel su due grandi arcate nella Chiesa di S. Giacomo a Parigi, più precisamente nell’ossario degli Innocenti. Sulle arcate comparivano due draghi: «Quello che sta sotto, senz’ali, è il fisso […] quello che sta sopra è il volatile» (p. 21).

Questi draghi furono dipinti nell’antico Egitto come «formanti un cerchio, la testa che morde la coda, per indicare che essi sono usciti dalla stessa materia» (p. 21). Compaiono, di seguito, i “tre resuscitati”, in campo verde: «Questa verdezza dimostra […] che la nostra pietra ha un’anima vegetante, e che essa è stata convertita dall’industria dell’Arte in vero e puro seme per germinare» (p. 21). È qui chiaramente indicato come l’obiettivo di ogni Via iniziatica sia trasmutare la pietra grezza in pietra levigata, filosofale. Pertanto, i tre resuscitati, vestiti di bianco, rappresentano il corpo, l’anima e lo spirito. Il conseguimento della pietra filosofale non si fonda su procedure chimico-materiali, proprie dei soli “soffiatori”, e non indica il possesso dell’oro fisico o di ricchezze mondane, ma la riconquista della natura divina che, ab origine, vive latente nell’uomo.

Via per tutti e per nessuno,
l’alchimia conduce al cospetto
della vertigine della soglia

A questo punto del narrato, Caron e Hutin ricostruiscono, con persuasività d’accenti, la storia dell’alchimia. Si intrattengono sul ruolo svolto in essa da Fulcanelli, sul tema dell’immortalità legato alla pratica ermetica. Rilevano come Alberto Magno e il suo discepolo Tommaso d’Aquino non siano stati, come alcuni ritengono, in senso proprio, adepti dell’Arte Regia: ad essa si rapportarono, sic et simpliciter, quali eruditi mossi da viva curiositas, in quanto «Sino alla fine del Medioevo l’esperienza scientifica è stata costantemente legata all’esperienza spirituale» (p. 178). Il grande aquinate «considerava l’alchimia una scienza perfettamente lecita fino a che non si accostasse al dominio della magia» (p. 34). Una risposta a questa esegesi riduttiva della Grande Opera la si trova ne La tradizione ermetica, di Julius Evola. Nelle pagine de Gli Alchimisti, il lettore incontrerà le rilevanti interpretazioni fornite dai due autori del simbolismo alchemico, spiegazioni dettagliate della strumentazione che compariva nei laboratori e descrizioni cariche di atmosfera. Interessante è quanto Caron e Hutin sostengono a proposito di Jacob Böhme. Questi «vedeva in Dio una realtà concreta e vivente con una natura e un insieme di energie, che sono in lui e che egli accorda armoniosamente» (p. 80) agli enti del mondo e agli uomini, in quanto Dio in essi e solo in essi vive.

Come scrisse C. G. Jung: «La vera alchimia non è mai stata un affare o una carriera, ma un vero e proprio Opus compiuto in silenzio e con abnegazione». Conclusivamente: «Le formulazioni […] dei principi dell’alchimia non son il culmine di un ragionamento […] ma si presentano come dedotte da certe conoscenze metafisiche acquisite partendo da una iniziazione» (p. 178). Via per tutti e per nessuno, che conduce al cospetto della vertigine della soglia, come sostenuto dal grecista Davide Susanetti.

Giovanni Sessa

SCHEDA LIBRO

Titolo: Gli Alchimisti
Autori: Michel Caron, Serge Hutin
Editore: Iduna
Anno: non indicato nel testo fornito
Pagine: 191
Prezzo: 20,00 euro
ORDINA QUI: associazione.iduna@gmail.com