GLI ALBORI DIFFICILI DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - un libro di Primo Siena

GLI ALBORI DIFFICILI DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - un libro di Primo Siena

Il 17 marzo 1947, a VeronaPrimo Siena prende la tessera del MSI. Alle spalle ha una famiglia fascista e l'arruolamento nella Repubblica Sociale Italiana. Poi la prigionia, il ritorno in un Paese dove la sconfitta non è ancora diventata storia, la colpa non è ancora diventata memoria. Da questo nervo scoperto Siena legge il primo Movimento Sociale Italiano: il tentativo di dare una forma politica a ciò che il dopoguerra voleva lasciare senza nome.

Il regime è caduto, la guerra è persa. La Repubblica fissa il vocabolario morale della nuova Italia. Siena scrive da una fedeltà mai revocata. La Fiamma conserva una continuità che gli avversari non possono definire da soli. L'antifascismo repubblicano s'incarna in un tribunale permanente. Decide chi può parlare a nome della nazione. Decide quali morti la fondano, quali biografie devono restare sotto sorveglianza. La sede veronese di via San Rocchetto, invasa e distrutta nel novembre 1947, la sede milanese di via Radegonda protetta da cavalli di frisia e filo spinato, l’assassinio di Aldo De Agazio da parte della Volante Rossa: Siena raccoglie questi episodi dentro una memoria separata dei vinti.

Il primo Movimento Sociale nasce anche per evitare di diventare soltanto reducismo e riciclaggio di vecchie gerarchie. Dentro quel rischio rientra il culto inerte dei caduti: una commemorazione che consola perché non chiede più nulla. La gioventù cerca scuole e università, dibattiti e formazione. "Dallo scontro alla conquista" indica il passaggio dalla difesa delle sedi alla pretesa di incidere nello spazio culturale.

Il regime è caduto,
la guerra è persa. Siena scrive
da una fedeltà mai revocata

Il comunismo resta il nemico principale. L'americanismo liberale non diventa casa. La scelta fra Washington e Mosca è il ricatto del mondo uscito dal 1945: due potenze vere, due imperi politici, due modelli di civiltà incompatibili con l'idea di una terza posizione europea. In quella gioventù resiste una tentazione terzaforzista, antiborghese. Confusa, spesso ideologica. Reale.

Tra "figli del sole" e "visi pallidi" passa la differenza fra due modi di stare dentro la sconfitta. I "visi pallidi" guardano alla RSI: la socializzazione, lo Stato del Lavoro, un socialismo nazionale ancora legato all'ultima stagione fascista. I "figli del sole", area in cui Siena si riconosce, cercano verticalità: tradizione e gerarchia, uno spirito di dovere verso lo Stato. Julius Evola pesa. Accanto a lui entrano Giovanni GentileGiambattista VicoCarlo Costamagna — il cattolicesimo tradizionale, l'organicismo centroeuropeo.

Per i "figli del sole", quella verticale conduce necessariamente all’attacco alla democrazia parlamentare nei suoi fondamenti: il voto, la delega, la rappresentanza. Ai loro occhi non sono strumenti neutri, ma forme compromesse dalla logica quantitativa, dagli interessi che si organizzano in clientele. A quella forma politica oppongono un'idea organica dello Stato, fondata su corpi e funzioni, su competenze e responsabilità. La critica alla partitocrazia intercetta presto una deriva reale della Repubblica: apparati che parlano in nome del popolo mentre lo scompongono in gruppi concorrenti.

Tra figli del sole
e visi pallidi passa
la differenza fra due modi
di stare dentro la sconfitta

Riviste e fogli, gruppi di studio ed editori cercano maestri dentro la stessa genealogia, talvolta forzandone i passaggi. Tutto questo sottrae la Fiamma alla camera ardente. Gentile offre il pensiero che si fa azione; Evola permette di criticare il fascismo storico da destra, senza consegnarsi alla democrazia antifascista. Anche se molte esperienze furono fragili e discontinue, bastano a smentire l’immagine di un MSI soltanto rozzo e commemorativo.

Tra il 9 e l’11 gennaio 1954, al IV congresso del MSI, Viareggio diventa il luogo della normalizzazione. Il partito si presenta per mozioni contrapposte; i "figli del sole" provano a pesare come corrente, ma l’autonomia politico-organizzativa del Raggruppamento giovanile viene abolita. Il partito assorbe ciò che prima tollerava come energia autonoma: discussione ideologica, iniziativa culturale, perfino indisciplina. Il MSI guadagna durata e perde inquietudine. Alcuni escono, altri si radicalizzano; i più vengono riassorbiti. La sopravvivenza parlamentare chiede una temperatura più bassa.

Il rapporto con le responsabilità storiche del fascismo resta irrisolto. Siena le tiene sullo sfondo: gli interessa il dopoguerra dei vinti, il loro rientro faticoso nell’agone politico del nuovo Stato. Nel suo racconto, la Fiamma è il modo in cui una fedeltà sconfitta prova a costituirsi in partito, militanza, presenza attiva. Più tardi, la politica repubblicana le insegnerà il prezzo della durata.

– Miro Renzaglia

SCHEDA LIBRO

Titolo: Gli albori difficili del Movimento Sociale Italiano
Autore: Primo Siena
Editore: Edizioni Solfanelli
Anno: 2016
Pagine: 66
Prezzo: € 7,00
ORDINA QUI