CHE COS’È L’ESOTERISMO - un libro di Bruno Bérarde e Aldo La Fata
L’esoterismo comincia a diventare interessante quando smette di chiedere indulgenza. Finché resta nebbia, allusione, scenografia del segreto, produce solo consumo spirituale: oggetti, parole, gesti, formule, tutti disposti intorno alla fame dell’uomo contemporaneo per ciò che non sa più nominare. Il libro di Bruno Bérard e Aldo La Fata interviene in questo punto preciso: sottrae l’esoterismo alla sua caricatura e prova a restituirlo alla sua domanda più dura. Come si dà forma all’invisibile senza trasformarlo in merce, superstizione o teatro dell’io?
La Fata separa l’esoterismo autentico dall’occultismo, dal sincretismo New Age, dalle false iniziazioni, dalla letteratura del mistero usata come parco giochi dell’immaginazione. L’esoterismo, nella sua lettura, implica disciplina, tradizione, trasmissione, discernimento, trasformazione. La parola non indica un deposito di segreti, ma un moto verso l’interno. Conta meno ciò che viene nascosto ai molti e più ciò che pochi riescono a sostenere senza ridurlo a spettacolo.
La Fata difende l’esoterismo
come via verso una conoscenza
superiore; il testo, però,
mostra anche qualcosa di più terrestre
Il falso esoterismo nasce quando il simbolo viene consumato invece che attraversato. Il segno diventa arredamento mentale. Il rito diventa posa. L’iniziazione diventa curriculum dell’eccezione. La Fata coglie bene questa deriva: l’uomo secolarizzato ha perduto molte forme religiose tradizionali, ma non ha perduto il bisogno di un ordine ulteriore. Così raccoglie frammenti, li mescola, li estetizza, li chiama ricerca spirituale. In realtà cerca protezione dal vuoto.
Nella tensione fra assoluto e bisogno umano di orientamento, La Fata difende l’esoterismo come via verso una conoscenza superiore; il testo, però, mostra anche qualcosa di più terrestre. Mostra un uomo che davanti al tempo, alla morte, al disordine del mondo e alla fragilità dell’io costruisce dispositivi di senso. Non semplici illusioni. Forme.
È qui che René Guénon diventa decisivo. Distingue, gerarchizza, separa tradizione e contraffazione, esoterismo e occultismo, essoterismo e via interiore. È il grande legislatore del campo. Ma proprio questa esigenza di ordine fa emergere la questione decisiva: l’esoterismo non è soltanto dottrina dell’invisibile, è anche risposta alla frantumazione del visibile. Dove il mondo moderno disperde, l’esoterismo raccoglie. Dove il moderno consuma, l’esoterismo pretende disciplina. Dove tutto diventa superficie, l’esoterismo chiede profondità. Questa esigenza di profondità, nel libro, non resta una formula: passa attraverso una biografia, cioè attraverso letture, incontri, deviazioni e ritorni.
Julius Evola, gli ambienti romani, Guénon, Silvano Panunzio, l’ATMA, le false piste e i ritorni alla fedeltà cristiana non compongono un semplice itinerario personale. Sono la prova concreta che ogni ricerca spirituale attraversa seduzione, errore, fascinazione, perdita di misura. L’esoterismo non appare più come una biblioteca di simboli, ma come una lotta per non essere inghiottiti dal proprio stesso bisogno di assoluto.
Il simbolo non prova l’oltre,
non dimostra Dio
non certifica mondi invisibili
Quando La Fata parla di trascendenza, intelletto superiore, conoscenza spirituale, resta dentro una verticalità metafisica molto forte. L’alto corregge il basso. L’interno giudica l’esterno. Il visibile rimanda a un principio che dovrebbe essere più vero. È la struttura classica dell’esoterismo tradizionale. Ma il testo diventa più potente quando, quasi senza volerlo, lascia vedere che quella verticalità nasce da una pressione umana: l’impossibilità di abitare un mondo ridotto a pura successione di fatti. Quale è.
Il simbolo non prova l’oltre. Prova che l’uomo non sopporta un reale senza profondità. Non dimostra Dio, non certifica mondi invisibili, non chiude la domanda. Lavora su un’altra soglia: trasforma il limite in figura, la paura in rito, la morte in passaggio, il caos in ordine provvisorio. La sua forza non dipende dalla verifica dell’assoluto, ma dalla capacità di organizzare l’esperienza umana quando la ragione descrittiva non basta più.
Anche quando sbaglia cielo,
continua a dire
qualcosa della terra
Non come manuale neutro sugli esoterismi, perché neutro non è. Non come apologetica ingenua, perché La Fata conosce bene le contraffazioni che combatte. Piuttosto come tentativo di salvare una grammatica della profondità dentro un’epoca che ha trasformato anche il mistero in consumo. Il rischio resta: chiamare “trascendenza” ciò che potrebbe essere una forma estrema dell’immaginazione umana. Ma sarebbe povero liquidare tutto come illusione. Le illusioni, quando durano millenni, vanno interrogate meglio.
L’esoterismo descritto questo libro è una disciplina del confine. Sta fra religione e conoscenza, fra simbolo e rito, fra desiderio di assoluto e fragilità dell’uomo che desidera. La sua verità più convincente non è forse nell’accesso a un mondo superiore, ma nella serietà con cui propone all’uomo a non scambiare la superficie per il tutto. Anche quando sbaglia cielo, continua a dire qualcosa della terra.
— 𝗠𝗶𝗿𝗼 𝗥𝗲𝗻𝘇𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮
Scheda libro
Titolo: Che cos’è l’esoterismo. Tra verità e contraffazioni
Autori: Bruno Bérard, Aldo La Fata
Postfazione: Jean-Pierre Brach
Editore: Edizioni Solfanelli
Collana: Faretra, 170
Anno: 2024
Pagine: 220
Prezzo: € 15,00
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