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Chi โ€œhaโ€ oggi lโ€™egemonia culturale? La domanda inciampa se immagina un regista totale che scrive il copione e una periferia che lo recita. Un regista totale non cโ€™รจ: ci sono poteri parziali che si sommano, competono, a volte si annullano. Ogni tot mesi torna il disco: โ€œegemonia culturale di destraโ€, โ€œegemonia culturale di sinistraโ€, come se bastasse contare presidi, direttori di testata, conduttori, professori โ€” e assegnare il trofeo a chi ne ha di piรน. รˆ una lente comoda perchรฉ รจ famigliare: prende gli apparati classici (scuola, universitร , giornali, televisione, editoria) e li tratta come casematte. Chi occupa le casematte fa egemonia. Solo che quelle casematte, da sole, non bastano piรน: producono ancora legittimazione e durata, ma non garantiscono la circolazione. Il problema รจ che questa lettura รจ sempre piรน un anacronismo operativo, perchรฉ lโ€™egemonia oggi non si decide solo โ€œa monteโ€ nelle istituzioni; si decide โ€œa valleโ€ nella circolazione. Puoi avere le casematte e perdere la circolazione; puoi restare fuori dalle casematte e vincere per saturazione quotidiana. La contesa non sparisce: cambia geografia e, soprattutto, cambia il tempo della presa.

Detto questo, il confronto con โ€œieriโ€ va fatto bene. La differenza non รจ solo โ€œpiรน snodiโ€. Anche ai tempi di Gramsci la societร  era un intreccio: Chiesa, scuola, stampa, partiti, fabbrica, associazioni. La differenza รจ che sopra quel tessuto si รจ aggiunto uno strato di distribuzione programmabile che decide chi vede cosaquando e con quale intensitร  โ€” spesso su base individuale e con feedback continuo. รˆ qui che lโ€™egemonia accelera e si deforma: non perchรฉ le idee contino meno, ma perchรฉ prima delle idee contano le condizioni di visibilitร . Questo strato lavora come un autopilota: ottimizza in tempo reale ciรฒ che viene visto in base a metriche e rendimento. Lโ€™autopilota ottimizza; le mani decidono cosa รจ ottimizzabile โ€” cioรจ quali obiettivi contano, quali comportamenti vanno scoraggiati, quali rischi reputazionali e legali vanno evitati.

Lโ€™autopilota ottimizza; le mani decidono cosa รจ ottimizzabile โ€” cioรจ quali obiettivi contano, quali comportamenti vanno scoraggiati, quali rischi reputazionali e legali vanno evitati.

Proprio per questo chiamarlo โ€œautopilotaโ€ rischia di far credere che tutto sia deterministico. Non lo รจ. Le piattaforme non sono un monolite, gli algoritmi non sono una legge di natura, e le persone non sono solo marionette del feed. Le mani sul volante ci sono: policy di moderazione, design del prodotto, vincoli legali, pressioni politiche, paure reputazionali. Quando cambiano le regole, cambia ciรฒ che โ€œfunzionaโ€ e quindi ciรฒ che circola. Il punto non รจ lโ€™assenza di governo; รจ che il governo, qui, passa piรน spesso da regole e incentivi che da un comando esplicito.

La piazza unica non รจ morta, ma รจ diventata intermittente. Torna quando cโ€™รจ un grande evento sincronizzante (guerra, crisi, un fatto di cronaca che buca tutto), poi si frantuma di nuovo in microโ€‘piazze. Nel quotidiano prevalgono circuiti che si alimentano da raccomandazioni, aste pubblicitarie e metriche (i numeri con cui le piattaforme misurano cosa rende): non una censura, piรน spesso una selezione per rendimento. E spesso il passaggio รจ ibrido: evento โ†’ televisione โ†’ clip โ†’ feed.

Per questo nessuno โ€œcontrolla tuttoโ€ nel senso classico. Perรฒ poche infrastrutture fissano molte regole dโ€™accesso โ€” app store/OS, motori di ricerca, piattaforme socialโ€‘video, adโ€‘tech, cloud/CDN e pagamenti โ€” gestite da imprese, consigli dโ€™amministrazione e vincoli regolatori โ€” e dentro quelle regole si decidono formati, ranking, monetizzazione, moderazione. โ€œPocheโ€ non significa onnipotenti: competono, subiscono regolazioni nazionali, cambiano nel tempo. Significa che sono colli di bottiglia, e i colli di bottiglia contano anche quando non hanno una linea politica unitaria.

Questo potere strutturale si vede meglio quando lo si traduce in meccanica. โ€œDecidere la scenaโ€ significa, per esempio: nei feed di Facebook/Instagram (e spesso anche su LinkedIn) un post che porta fuori piattaforma tende ad avere meno spinta di un contenuto nativo; su YouTube e TikTok un canale che non tiene alto il tempo di visione esce dalle raccomandazioni; dentro i programmi pubblicitari/partner (YouTube, Meta e simili) un contenuto che perde la monetizzazione per criteri di โ€œbrand safetyโ€ smette di essere sostenibile; unโ€™app puรฒ essere respinta da App Store/Google Play; un sito puรฒ diventare fragile se hosting, CDN o pagamenti ti interrompono il servizio. Qui sta la fisica della circolazione: ranking, notifiche, formati premiati, costi di acquisizione, ricompense economiche. Le idee possono essere eccellenti e restare comunque minoritarie, non per complotto, ma per attrito.

Dentro questo filtro, la contesa tra โ€œdestraโ€ e โ€œsinistraโ€ non sparisce. Solo che non si presenta piรน come un duello di dottrine.

Dentro questo filtro, la contesa tra โ€œdestraโ€ e โ€œsinistraโ€ non sparisce. Solo che non si presenta piรน come un duello di dottrine. Piรน spesso appare come una competizione tra capacitร  di stare in forma: adattarsi ai formati premiati senza diventare caricatura, ripetere senza diventare propaganda, monetizzare senza diventare pubblicitร , costruire comunitร  senza diventare setta. Le etichette arrivano dopo, come spiegazioni: prima circola un frame, poi lo si battezza. Un tema puรฒ nascere da una clip, farsi meme in una notte, trovare una rete di rilancio in pochi giorni, e solo dopo essere โ€œspiegatoโ€ come posizione politica: lโ€™ordine, spesso, รจ questo.

Guai alle scorciatoie. รˆ vero che i sistemi di distribuzione premiano spesso cornici โ€œcompressibiliโ€ (titoliโ€‘gancio, clip, nemico chiaro), ma รจ altrettanto vero che esistono controโ€‘correnti robuste: podcast lunghi, newsletter, canali verticali, nicchie che reggono complessitร . Non cโ€™รจ una sola legge del mezzo, ci sono regimi diversi. La domanda diventa: chi sa scegliere il regime giusto per il proprio contenuto, e chi resta prigioniero di un solo formato.

Cโ€™รจ poi la televisione, soprattutto il servizio pubblico, ma anche qui conviene non raccontarsela. Non รจ piรน il centro stabile dellโ€™egemonia, รจ una leva a controllo alternato e a rendimento meno automatico: lโ€™indirizzo segue gli equilibri di governo e cambia mano; lโ€™attenzione complessiva si รจ spostata altrove. Perรฒ la TV resta un amplificatore su un pubblico trasversale (spesso piรน adulto) e continua a fissare una gerarchia implicita degli eventi: ciรฒ che entra in prima serata entra nel โ€œrealeโ€ nazionale. Il paradosso รจ che oggi la sua efficacia passa spesso per fuori: talk e servizi diventano clip, le clip vivono nei feed, e la televisione lavora come fabbrica di materiale che le piattaforme redistribuiscono.

Piรน invadente รจ forse lโ€™industria dellโ€™informazione: grandi gruppi editoriali e industriali, proprietร , debiti, filiere di reputazione. Qui le etichette ideologiche ingannano perchรฉ conta il mix tra mercato e linea editoriale, ma anche perchรฉ la fiducia รจ diventata volatile: la stessa testata puรฒ essere โ€œautoritร โ€ per alcuni e โ€œparteโ€ per altri. Lโ€™egemonia, in questa zona, non รจ piรน un blocco compatto: รจ una serie di reputazioni che si accendono e si consumano, spesso inseguendo lโ€™attenzione che altrove viene assegnata.

Cโ€™รจ la scuola e lโ€™universitร , lente in superficie e rapide nei loro effetti di lungo periodo. Qui pesa una filiera di legittimazione dei ceti professionali: standard, reputazione, certificazione, linguaggi โ€œgiustiโ€ nelle discipline umanistiche e nelle professioni simboliche. Puรฒ assomigliare a un vantaggio progressista, ma spesso รจ meno un colore politico che una grammatica di status. Funziona finchรฉ quel linguaggio resta collegato a promesse mantenute (ascensore sociale, competenze che aprono porte). Quando il collegamento si spezza, lo standard diventa gergo e il gergo diventa risentimento: e il risentimento, storicamente, รจ un accelerante formidabile.

E poi ci sono comunitร , creator, microโ€‘media: reti che fabbricano senso comune per ripetizione quotidiana. Qui la parola โ€œritualeโ€ รจ utile ma pericolosa: spiega la coesione, non garantisce la veritร . Un format riconoscibile costruisce appartenenza, ma costruisce anche cecitร ; un nemico stabile dร  energia, ma semplifica il mondo fino a deformarlo. Non รจ โ€œdestraโ€ o โ€œsinistraโ€ in sรฉ: รจ la logica di qualunque comunitร  sotto pressione.

La domanda, quindi, non รจ piรน: di chi รจ l'egemonia, oggi? Ma: come si agganciano tre piani che oggi viaggiano piรน separati di ieri โ€” visibilitร , legittimazione, durata.

La domanda, quindi, non รจ piรน: di chi รจ l'egemonia, oggi? Ma: come si agganciano tre piani che oggi viaggiano piรน separati di ieri โ€” visibilitร , legittimazione, durata. Attenzione, legittimazione e ripetizione esistevano anche nel Novecento: non รจ la triade a cambiare, cambia il modo in cui viene prodotta e soprattutto il modo in cui viene tenuta insieme.

La visibilitร , oggi, puรฒ essere un lampo: trend, ranking, clip, asta pubblicitaria. La legittimazione, invece, viaggia su filiere piรน lente e spesso piรน chiuse: testate, esperti, certificazioni, linguaggi di status. La durata sta nel punto in cui un frame smette di essere evento e diventa abitudine: programmi scolastici e routine mediatiche, sรฌ, ma anche archivi indicizzati, format seriali, comunitร  che ripetono ogni giorno lo stesso lessico. Lโ€™egemonia non รจ โ€œmettere in filaโ€ tre quantitร : รจ far passare una cornice da un piano allโ€™altro senza farla morire al primo cambio di algoritmo o al primo ciclo politico.

La risposta possibilista รจ questa: lโ€™egemonia non si โ€œprendeโ€ tutta e non si prende in un colpo. Si costruisce per conversioni: visibilitร  che diventa reputazione e poi abitudine. Non tutti hanno la stessa potenza di fuoco, e non tutti possono farlo alla stessa scala: ma la conversione vale anche in piccolo, per settori, territori, comunitร . Una rete stabile di rilancio e formati seriali aiutano a non dipendere dallโ€™attimo; qualche punto dโ€™appoggio istituzionale (scuola, professioni, associazioni) aiuta a non restare solo โ€œviraliโ€. Quando una cornice attraversa questi piani โ€” dal feed al lessico, dal lessico alla pratica โ€” smette di essere opinione e diventa default. Lenta, parziale, ma cumulativa.

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