LA VISIONE ECONOMICA DI EZRA POUND - 3/ Dividendo nazionale, lavoro e tempo liberato

LA VISIONE ECONOMICA DI EZRA POUND - 3/ Dividendo nazionale, lavoro e tempo liberato

Nel primo capitolo abbiamo fissato il punto di partenza: la produzione moderna è in grado di generare abbondanza, ma la distribuzione del potere d’acquisto resta vincolata al credito e quindi filtrata. Da lì nasce l’esigenza di immettere reddito nel sistema senza passare dal debito. Il dividendo nazionale non è una correzione della distribuzione. È una rottura del legame lavoro/reddito.

Il reddito
non coincide più
interamente con il lavoro

L’idea, ripresa da Douglas come «national dividend» ("dividendo nazionale"), non interviene semplicemente sul modo in cui il reddito viene distribuito. Interviene sul criterio stesso che decide chi ha diritto al reddito.

Il presupposto è già stato chiarito: una parte crescente della ricchezza non dipende dal lavoro presente, ma da un insieme accumulato di tecnicaorganizzazione e conoscenze, ciò che Pound indica come «cultural heritage» ("eredità culturale"). Se la produzione nasce anche da questo patrimonio, il reddito non può restare legato esclusivamente alla prestazione lavorativa.

Se il reddito resta agganciato al lavoro mentre la produttività cresce, il sistema produce due esiti: disoccupazione strutturale oppure lavoro improduttivo. Nel primo caso una quota crescente resta senza accesso al reddito; nel secondo si moltiplicano attività che sostengono l’occupazione più che il valore.

Il dividendo nazionale interviene esattamente qui: introduce una quota di potere d’acquisto indipendente dal lavoro, evitando che l’equilibrio del sistema dipenda dalla creazione continua di occupazione o dall’espansione del credito.

Il dividendo nazionale
rompe il legame tra
prestazione e accesso ai beni

Sul piano storico, i precedenti vanno distinti con cura. Il caso più vicino all’orizzonte di Douglas e alla proposta di Poundè l’Alberta degli anni Trenta: il Social Credit arriva al governo promettendo un dividendo mensile, ma non riesce a realizzarlo nella forma annunciata; i Prosperity Certificates restano un esperimento parziale, non l’attuazione piena del national dividend. L’Alaska Permanent Fund Dividend, avviato nel 1980 e distribuito dal 1982, rappresenta invece un’analogia più tarda e più limitata: non riforma il sistema del credito né la moneta, ma distribuisce ai residenti una quota della rendita da risorse naturali. Il primo caso vale come tentativo interno alla galassia social-creditista che non arriva a compimento; il secondo come esempio riuscito di dividendo pubblico, fondato però su una logica diversa.

In ABC of Economics, Pound lega esplicitamente il funzionamento economico alla produzione di «spare time free from anxiety» ("tempo libero dall’angoscia"). Non si tratta di un effetto collaterale: è il risultato atteso di un sistema che smette di vincolare il reddito al lavoro necessario.

Su questo sfondo si può collocare una linea teorica più ampia, che converge su un punto: ridurre la dipendenza della vita dal lavoro necessario. Paul Lafargue attacca la morale del lavoro; Bertrand Russell propone di ridurne drasticamente il tempo; Hannah Arendt mostra che una società assorbita dal lavoro comprime lo spazio dell’azione; Herbert Marcusevede nella tecnica la possibilità di liberare tempo ma denuncia il suo riassorbimento nel sistema; André Gorz lega questa trasformazione a forme di reddito garantito; Philippe Van Parijs la traduce in teoria del basic income come condizione di libertà effettiva.

In Pound, questo problema prende una forma più specifica: il tempo liberato non è neutro. Se il reddito non dipende più interamente dal lavoro, cambia la struttura concreta della vita sociale: diminuisce la necessità di legare ogni quota di reddito a un impiego, si allenta la pressione a tenere tutti dentro il lavoro salariato e si apre il problema dell’uso del tempo sottratto alla necessità economica.

Moneta e credito non decidono soltanto la distribuzione dei beni, ma anche quella del tempo. Stabilire chi riceve reddito significa decidere quante ore di vita devono passare attraverso il lavoro salariato e quante possono essere sottratte a questa necessità.

La posta in gioco è
quanta parte della vita
deve ancora passare
attraverso il lavoro salariato

Il dividendo nazionale sposta questo equilibrio: riduce la necessità di creare lavoro solo per distribuire reddito e rende possibile che una parte del tempo non dipenda più dall’obbligo di vendere lavoro per accedere ai beni.

Una trasformazione di questo tipo richiede però alcune condizioni che Pound lascia in gran parte sullo sfondo. La prima è istituzionale: qualcuno deve misurare quanta parte della ricchezza sociale può essere redistribuita senza disordinare prezzi, investimenti e bilanci. La seconda è fiscale e monetaria: il dividendo va finanziato o con nuova emissione o con una diversa ripartizione del reddito già prodotto, e in entrambi i casi bisogna evitare uno squilibrio tra potere d’acquisto e capacità produttiva. Se entra moneta senza che aumentino beni e servizi disponibili, la pressione si scarica sui prezzi, cioè in inflazione. Il punto diventa allora coordinare il dividendo con ciò che è già producibile ma non venduto, oppure intervenire sui prezzi stessi per evitare che l’aumento del reddito nominale venga riassorbito dal sistema. La terza è produttiva e sociale: se una quota del reddito viene sganciata dal lavoro, cambia il rapporto tra occupazione, disciplina del tempo e organizzazione della vita materiale. Diminuisce la pressione a creare lavoro solo per distribuire salari, ma aumenta la necessità di ridefinire che cosa resta affidato al lavoro, che cosa viene garantito come accesso sociale ai beni e come si regge l’equilibrio tra produzione necessaria e tempo liberato. Pound vede con nettezza il problema, ma non ne sviluppa fino in fondo l’architettura.

Quando la produzione richiede meno lavoro di prima, il nodo non è più soltanto economico. Bisogna decidere chi ha accesso al reddito, su quale base, e quanta parte della vita resta vincolata al lavoro salariato. Il dividendo nazionale, in Pound, nasce dentro questa frattura.

— Saldo Primario

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