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Ammetto lโignoranza, perchรฉ qui รจ la premessa giusta. Non ho mai letto un solo numero di โOne Pieceโ di Eiichirล Oda. Non ho visto una puntata dellโanime. Non ho seguito la serie. Quel poco che sapevo era lโaria che ci gira intorno: โรจ lunghissimoโ, โรจ un mitoโ, โรจ roba da ragazziโ, โรจ un mondoโ. Per questo il libro di Ilaria Grossi, per me, รจ stato soprattutto un biglietto dโingresso. Non mi ha trasformato in un fan, nรฉ in un esperto. Mi ha messo a disposizione una tesi chiara: Oda usa il mito come grammatica per tenere insieme avventura, politica e sacro, e per cambiare registro senza perdere la tenuta del racconto. Una tenuta che il successo ha poi allungato per decenni.
Partiamo dallโoggetto, come fa lei e vediamo se riesco a restituire la dimensione della sua ricerca. โOne Pieceโ nasce come avventura piratesca in un mondo fantastico fatto di isole, mari impossibili e โfruttiโ che deformano i corpi. Il protagonista รจ Monkey D. Rufy: un ragazzo di gomma che vuole diventare Re dei Pirati trovando il tesoro chiamato โOne Pieceโ. Fin qui lโorientamento minimo. Il punto, dice Grossi, รจ che sotto questa superficie si muovono temi duri: schiavitรน e liberazione, Stati corrotti e rivoluzioni, razzismi, guerre, memoria.
A un certo punto arriva una parola che spesso viene usata come timbro: shลnen. Grossi la tira fuori per scardinare lโequivoco โper bambiniโ: shลnen รจ un formato industriale e narrativo, con regole e ritmo, non un certificato dโinfanzia. E dentro quel formato, dice, Oda innesta mitologie e leggende non come caccia ai โriferimentiโ, ma come grammatica del racconto: una lingua che gli permette di cambiare registro senza spezzarsi. In Oda il mito non รจ un museo: รจ una macchina narrativa.
La prefazione di Stefano Potรฌ rende la cosa immediata, perchรฉ sposta il discorso dal simbolo al funzionamento. Potรฌ parla di โdemocrazia piratescaโ caraibica: codici, voto, capitani elettivi. Una politica di bordo. Nessun romanticismo ma organizzazione. Qui Grossi porta dentro anche studi storici nel modo giusto (Senior sulla pirateria inglese, per esempio) per chiarire la logica interna dei Mugiwara, i โCappelli di Pagliaโ, cioรจ la ciurma di Rufy. Voto, codici interni, ripartizione del bottino: dettagli che spiegano perchรฉ quella ciurma puรฒ essere letta come famiglia scelta e, insieme, come piccola forma politica. Da qui in avanti il libro procede come un atlante ragionato, mettendoti davanti materiali e connessioni. Scelgo alcuni snodi perchรฉ mi sembrano i piรน efficaci a seguire Grossi nel suo metodo (e spero che siano quelli piรน appropriati).
Con Alabasta il mito entra dal lato piรน concreto โ e anche piรน sacro, se vuoi โ dellโacqua. Alabasta รจ un grande regno desertico, con una guerra civile e una monarchia che vacilla (con Vivi, la principessa di Alabasta, al centro). Crocodile non รจ solo il cattivo: รจ lโuomo che governa la crisi. Ha un potere legato alla sabbia e al prosciugamento, quindi incarna il deserto che avanza. La Dance Powder รจ la miccia politica: una polvere che fa piovere da una parte e lascia a secco il resto. In un regno giร assetato, basta questo per far saltare la fiducia nella dinastia Nefertari e trasformare la siccitร in guerra civile. ร qui che capisco che cosa intende Grossi quando parla di mito come tecnica: la mitologia egizia non รจ una cornice esotica, รจ una lente per vedere come ambiente e comando vanno a catena.
Nel capitolo dedicato a Wano il discorso mi si fa piรน nitido, e qui si vede bene la tesi di Grossi: quando Oda mette in scena un โGiappone immaginarioโ, non sta facendo folclore, sta usando storia (lโeco dellโEdo) e mito come scenografia politica. Wano, infatti, รจ un paese chiuso al mondo, governato da uno shลgun, attraversato da samurai, clan e codici dโonore. I segni risultano piรน riconoscibili, e quindi si capisce meglio come quei materiali vengono piegati alla trama. Il nodo materiale, in questa resa, mi sembra questo: potere e decadenza, corruzione e resistenza, fino allโinquinamento industriale come impronta fisica della violenza del comando. E il Bushidล, nella lettura dellโAutrice, non viene celebrato: resta in tensione, tra disciplina e retorica, onore e sfruttamento.
Skypiea funziona come controcampo. ร lโarco dellโยซisola del cieloยป: un mondo sopra le nuvole, una cittร dโoro, un culto del โdioโ, e una guerra per la terra e la memoria. La messa a fuoco รจ sullโelementare: la sacralitร dello spazio puรฒ diventare un titolo di proprietร . La โterra degli deiโ come terreno conteso. Il sacro che coincide con un conflitto di possesso.
A seguire Elbaf, lโisola (o regno) dei Giganti, legato a un immaginario โnordicoโ e a un pantheon che profuma di saghe e Edda. Qui l'Autrice dichiara il provvisorio: la materia, nel manga, รจ ancora in movimento. E allora la mitologia puรฒ diventare una trappola se la usi come griglia troppo pronta. La strada piรน sensata รจ distinguere piani e proporre ipotesi argomentate. Loki โ ingannatore, catalizzatore di catastrofi โ diventa una chiave. La pista del capro espiatorio, lโidea di assumere su di sรฉ una colpa per salvare la comunitร , resta una possibilitร .
Infine, il punto forse piรน delicato. Quello in cui Grossi affronta Rufy e la svolta di Wano. In breve: per come lo ricostruisce Grossi, qui cambia lo statuto del protagonista, e quel cambio rilegge retroattivamente tutto il suo percorso. Oda lavora (lavorerebbe) per immagini ricorrenti e cariche โ la nuova alba, la luce dopo la notte, il sorriso davanti al patibolo โ che il libro assume come snodi interpretativi. Un dialogo con culti solari e alcuni passi biblici puรฒ funzionare come lente, se resta aderente a quelle immagini. Il confine, perรฒ, รจ sottile: dove finisce lโanalogia e dove comincia la sovrapposizione? Qui io non posso โverificareโ sul testo di Oda. Posso solo seguire la mossa di Grossi: parte dalla svolta di Wano, dove affiora Nika โ figura solare legata alla libertร โ e la assume come nuova cornice del protagonista. Da lรฌ legge il passaggio come ingresso di un lessico messianico: il liberatore legato alla luce, lโalba come rovesciamento, la gioia come segno di salvezza. Quando Grossi parla di โcristologiaโ non sta dicendo โRufy รจ Cristoโ: sta dicendo che, in questa parte, il libro mette in risonanza quel repertorio (culti solari e immagini bibliche della luce/giustizia) per spiegare che tipo di figura narrativa diventa Rufy.
Se all'inizio il libro mi era sembrato un biglietto d'ingresso, alla fine mi appare come un atlante che mi ha accompagnato dentro un grandioso labirinto. La sua utilitร sta proprio nel mostrarti che, in Oda, il mito non serve a fare il colto. Serve a far durare, a dare spessore, a tenere insieme avventura e politica, gioco e tragedia: in altre parole, ti fa vedere come gira quella โmacchina narrativaโ.
E, mentre gira, Grossi ti fa sentire il rumore degli ingranaggi: dove la leggenda diventa scelta politica, dove il sacro diventa conflitto, dove una scena apparentemente โsolo avventuraโ porta dietro una memoria piรน complessa e profonda. Per uno come me, che partiva da zero, รจ un risultato ottimo e concreto. Ma anche chi conosce meglio di me l'epopea di "One Piece", avrร modo di trovarci molto materiale da aggiungere al proprio bagaglio. Ci scommetto... Cosรฌ, a naso...
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๐๐ข๐ญ๐จ๐ฅ๐จ: La mitologia in One Piece. Le trame sacre nellโopera di Eiichirล Oda
๐๐ฎ๐ญ๐ซ๐ข๐๐: Ilaria Grossi
๐๐ซ๐๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐: Stefano Potรฌ
๐๐๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐: Idrovolante Edizioni
๐๐ง๐ง๐จ: 2025
๐๐๐ ๐ข๐ง๐: 230
๐๐ซ๐๐ณ๐ณ๐จ: โฌ 15,00
๐๐๐๐/๐๐๐: 9791281143630
๐๐๐ช๐ฎ๐ข๐ฌ๐ญ๐: QUI