HEGEL E L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE. DIALOGO CON CHATGPT SU ASSENZA ED ESISTENZA - un saggio di Enrico Arduin

HEGEL E L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE. DIALOGO CON CHATGPT SU ASSENZA ED ESISTENZA - un saggio di Enrico Arduin

Abbiamo letto un volume originale e attualissimo. Originale, si badi, non nel senso comune del termine, rinviante, nel caso di una produzione intellettuale, a qualcosa di inconsueto e singolare, ma in senso profondo, quale produzione centrata sul confronto con l’origine. Attualissimo questo libro lo è per altra ragione: affronta, oltre qualsivoglia canone ermeneutico già sperimentato, il problema dell’Intelligenza Artificiale (AI). Ci riferiamo al saggio dialogico del filosofo Enrico Arduin, da poco comparso nel catalogo InSchibboleth, nella collana “Facezie, arguzie e minuzie”, Hegel e l’Intelligenza Artificiale. Dialogo con ChatGPT su Assenza ed Esistenza. Il volume è aperto dalla prefazione di Massimo Donà, direttore della collana, e da un contributo di Gianfranco Bettin. I due scritti sintetizzano, con pertinenza argomentativa, le tesi di Arduin e immettono il lettore nell’universo ideale delle complesse tematiche affrontate nelle pagine del volume.

Da tale processo si evince,
nietzschianamente,
la sparizione del soggetto,
dell’agente, in quanto
tutto è azione

Finora la bibliografia critica in tema di AI è stata connotata da prese di posizione divisive. Da una parte i fautori dell’AI, che ne esaltano vantaggi e positività, dall’altra i detrattori che, in sostanza, la ritengono un pericolo per la libertà e il pensiero. Arduin muove, di contro, da un confronto diretto e attivo con l’AI, un confronto dialogico su tematiche che, taluni, potrebbero ritenere inusitate per AI, riguardanti i plessi più significativi della speculazione di uno dei grandi padri della filosofia, Hegel. Nella prima parte del volume, l’autore ha scelto, in funzione di deuteragonista, il plugin “Mr. Logical”, basato su ChatGPT, nella seconda sezione, invece, Arduin colloquia con un modello più avanzato di ChatGPT, prodotto nei primi mesi del 2024, mentre, nelle conclusioni, il dialogante diviene la Chat, di ultimissima generazione, GPT-4.5. Arduin ha, quindi, contezza che nell’attuale frangente storico, segnato da dispositivi sintetici di PC e telefono, si intravede la possibilità dell’integrazione tra la dimensione fisiologico-biologica dell’umano e quella rappresentata dalla nuova tecnologia. Il confronto che egli mette in scena, rileva Donà, è quello tra: «la fragilità e la manchevolezza del (nostro) essere senziente e l’azione simbolica generata dalle complesse articolazioni sinaptiche custodite da un processo computazionale privo d’identità materiale e corporea» (p. 10). Da tale processo si evince, nietzschianamente, la sparizione del soggetto, dell’agente, in quanto tutto è azione.

L’origine è infondata,
è libertà non riducibile
alla categorie eidetiche,
agli universali

Le domande incalzanti, critiche, a volte sottili, che Arduin rivolge all’AI, lo chiariscono. L’incipit del dialogo con l’AI ritorna in tutta la discussione ed è rappresentato dalla dialettica hegeliana, riletta oltre le esegesi scolastiche stratificatesi nella filosofia nel corso di oltre due secoli. La conversazione mostra che nell’idealista tedesco i concetti di Dio e della stessa Religione non rinviano, rileva il prefatore: «mai a qualcosa di simile ad una fallace reificazione concettuale, che non sia riconducibile al movimento generale dello Spirito» (p. 12). Da tale concettualità intesa dinamicamente, non staticamente, discende l’autocancellazione cui è destinata ogni determinazione dell’Assoluto. Ne ebbe consapevolezza, nel suo ultrattualismo, il filosofo veneto Andrea Emo. Nella logica dell’essenza Hegel colse la negatività del principio, riverberantesi perpetuamente nell’apparire “positivo” dei molti. Chiosa l’autore: «Abbracciare questa prospettiva richiede un’apertura filosofica alla fluidità della realtà e alla natura provvisoria dei nostri orizzonti concettuali. Ci invita a vedere il mondo […] come un processo dinamico e interconnesso di divenire» (p. 21). Arduin evoca e si confronta, nel dialogo con l’AI, con la tesi della “mancanza” lacaniana.

La “mancanza”, che sperimentiamo concretamente nel vivere, dà luogo a un: movimento desiderante senza fine, destinato a mettere in scacco […] qualsivoglia tentativo di “fissare” la sostanzialità del reale» (p. 13). L’origine è infondata, è libertà non riducibile alla categorie eidetiche, agli universali. Hegel e Lacan sono pensati quali autori atti a dirimere il complesso problema del rapporto tra le nostre esistenze individuali, “incorporate” e: «la complicatissima rete di processi computazionali restituita all’umano […] da una inesistente ma efficacissima “azione” in grado di modificare […] il nostro rapporto […] con la realtà» (p. 13). La visione di Lacan, a dire dell’autore: «presenta un valido modo per comprendere il processo dialettico […] integrando le dimensioni fisiche, esistenziali e simboliche dell’esperienza umana» (p. 22), rendendoci, pertanto, edotti del fatto, sostiene Bettin, che la storia dell’individuo è storia della physis.

La rivoluzione informatica
non fa che riproporre
il problema della significazione,
sul quale la riflessione filosofica
si è intrattenuta, in termini
scettici e critici, ab origine

L’esegesi di Hegel è condotta da Arduin alla luce della nozione di “contraddizione”. Essa chiarifica l’interrelazione di essere e non-essere e presenta cinque configurazioni. Il confronto con l’AI consente, inoltre, di entrare nelle vive cose di tematiche etico-politiche: tra le altre, con il nesso che lega in uno potere e libertà, sempre intrecciati tra loro, in modo tale, precisa Donà, che: «riconoscere l’uno sia sempre anche un riconoscere, nell’uno, l’altro» (p. 15). La tesi centrale del libro va colta nella discussione del tema degli sviluppi futuri dell’AI, che prevedono la nullificazione della distanza tra processi neurali digitali e l’esperienza della coscienza analogica. I primi, si badi, tendono però a negare il flusso di coscienza umano. La soluzione è rintracciabile, ancora una volta, nella nozione di “contraddizione” hegeliana, in cui i “superati” (intelligenza analogica e computazionale) non siano cancellati, ma radicalizzati nella loro incomponibilità. Una “sintesi” incapace, quindi, di esser veramente tale e di statuire e giungere a un nuovo positum. 

In fondo, rileva l’autore, la rivoluzione informatica non fa che riproporre il problema della significazione, sul quale la riflessione filosofica si è intrattenuta, in termini scettici e critici, ab origine.

Giovanni Sessa

Scheda libro

Titolo: Hegel e l’Intelligenza Artificiale. Dialogo con ChatGPT su Assenza ed Esistenza
Autore: Enrico Arduin
Editore: InSchibboleth
Collana: “Facezie, arguzie e minuzie”
Anno: 2025
Pagine: 345
Prezzo: euro 26,00
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