FRANCO BATTIATO, LUNGO LE VIE CHE PORTANO ALL'ESSENZA — un libro di Mariarosaria Murmura, Francesco Pullia, Mario Grossi, Sandro Giovannini, Miro Renzaglia
Questo volume esce nella collana PreTesti, diretta da Miro Renzaglia, e il suo biglietto da visita è già nel formato: quattro saggi d’apertura e un’antologia finale, come se la critica avesse bisogno di una piccola biblioteca in miniatura. La scelta è divisiva: Battiato come percorso, più che come “icona”. L’asse è l’«essenza», parola rischiosa perché può diventare incenso. Qui viene trattata come strumento di lettura: una bussola per attraversare canzoni, opere, testi, senza scivolare nella biografia‑aneddoto.
L’introduzione è costruita in quattro soglie. Non sono quattro riassunti dello stesso Battiato: sono quattro registri che si sfiorano, si contraddicono, si correggono. Il libro respira proprio in questo attrito. Il prezzo è chiaro: contesto musicale, industria, scene e date restano sullo sfondo, mentre il fuoco cade sul lessico spirituale e sulle sue trasformazioni in forma.
Il saggio di Francesco Pullia Complessità gnostica nel sincretismo conoscitivo di Franco Battiato parte da un’avvertenza utile: Battiato non si lascia chiudere in una sola etichetta “orientale” o gurdjieffiana. La traiettoria è diagonale: presocratici e vajrayāna, mito di Gilgameš e Upaniṣad, fino a immagini ricorrenti come «esseri immortali caduti nelle tenebre» e l’idea della “terza forza”. Pullia non usa questi richiami come decorazione: li legge come grammatica, come costanza di figure. La linea resta visibile: la ricerca è pratica, non costume.
Sandro Giovannini, con Battiato: l’energia dell’essenza, cambia passo. Giovannini evita il riassunto: osserva che cosa fanno i simboli quando funzionano, come si attaccano all’orecchio e al corpo di chi ascolta. Ne viene un testo mobile, fatto di memorie e deviazioni controllate, che insiste su una domanda scomoda: l’artista arriva a prendersi troppo sul serio? La domanda resta aperta, poi viene messa alla prova sul terreno più concreto: la voce e i suoi tagli, la gestualità, l’attenzione alle minime variazioni di testo e di accento (anche dentro La cura, dove basta spostare la direzione dell’attenzione per cambiare la postura della «cura»).
Il silenzio ritrovato di Mariarosaria Murmura insiste su Battiato come figura di evoluzione: qualcuno che alleggerisce per far passare contenuti ardui senza trasformarli in catechismo. Quando entra nel dettaglio musicale il testo guadagna precisione: la stagione elettronica, i rimandi (anche impliciti) a Stockhausen, gli strumenti e le scelte di studio. Lì il “silenzio” smette di essere parola‑talento e diventa una tecnica del togliere: pause, vuoti, rarefazioni, fino al modo in cui la voce viene lasciata quasi “nuda”.
Il quarto saggio, di Mario Grossi, porta attrito vero: Battiato–Sgalambro. Dell’Uomo, del Mondo, del Nulla mette al centro la collaborazione come problema. Grossi parte dall’apparente incompatibilità fra una ricerca che tende all’Uno e un pensiero materialista e pessimista. Il discorso funziona perché non finge che la contraddizione evapori: la attraversa. Solitudine e distanza dal sociale diventano un punto d’incontro; misantropia, “mondo” e fine termica aprono invece una divergenza di fondo. L’effetto è un saggio più controllato degli altri, perché obbliga a fare i conti con la parte fredda, quella che non promette salvezza.
L’antologia chiude il cerchio come costellazione di risonanze: testi che illuminano nervature, senza la pretesa di dare una chiave unica. La scelta è spigolosa, talvolta provocatoria. Include presenze che chiedono contesto e prudenza (Evola, per esempio), e qui il lettore deve vigilare: il nome‑autore, se non viene lavorato, diventa scorciatoia. Quando la selezione funziona, però, funziona davvero: disciplina spirituale, avanguardia, poesia nera, lucidità moderna, gelo contemporaneo e pessimismo filosofico. La costellazione, in sostanza, dice: queste sono le famiglie di linguaggio in cui Battiato si muove.
Ne viene un testo mobile, fatto di memorie e deviazioni controllate, che insiste su una domanda scomoda: l’artista arriva a prendersi troppo sul serio? La domanda resta aperta, poi viene messa alla prova sul terreno più concreto: la voce e i suoi tagli, la gestualità
Georges Ivanovič Gurdjieff / Pëtr Dem’janovič Ouspensky: qui nasce il vocabolario di «essenza» e «personalità», con la disciplina dell’attenzione e del risveglio. Da qui si legge il Battiato dell’attenzione: pratica, presenza, lavoro su di sé, più che confessione.
Tristan Tzara: il Dada come sabotaggio del senso e dell’autore, un’igiene contro le pose. Risuona nella sua libertà di registro: montaggio, scarti, ironia come igiene contro la posa.
Julius Evola: presenza controversa, da leggere con prudenza; entra per il tema della verticalità e dell’esperienza interiore. Affiora nel lessico del «verticale» e dell’ascesa; va maneggiato distinguendo risonanza poetica e impianto ideologico.
René Guénon: il simbolo come ordine e centro, con la promessa di una Tradizione che giudica il moderno. Offre una chiave per la costanza di immagini come «centro», «origine», «iniziazione», senza trasformare i testi in catechismo tradizionalista.
Isidore Ducasse (Lautréamont): violenza visionaria e ironia nera nei Canti di Maldoror, dove il sublime convive con l’osceno. Ricorda che il sacro può essere perturbante: crudeltà d’immagine, lampi visionari, rotture.
Charles Baudelaire: precisione dell’immagine e modernità come ferita lucida in I fiori del male. Illumina la vena moderna: eleganza ferita, desiderio come disordine, presente come malattia lucida.
Fleur Jaeggy: prosa glaciale, ellittica, tagliente (Statue d’acqua), dove l’emozione viene tenuta a distanza. Fa da controcanto glaciale: sottrazione, anti‑sentimentalismo, disciplina del tono.
Manlio Sgalambro: filosofia del disincanto e «musica» del pensiero, con una misantropia che resta strumento. Qui non è eco: entra nella scrittura delle canzoni e raffredda l’enfasi fino alla lama.
— 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐞
𝐒𝐜𝐡𝐞𝐝𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨
𝐓𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨: Franco Battiato. Lungo le vie che portano all’essenza
𝐀𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢: Francesco Pullia, Sandro Giovannini, Mariarosaria Murmura, Mario Grossi, Miro Renzaglia
Copertina: Federico Renzaglia
𝐂𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐚: PreTesti
𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞: Castel Negrino
𝐀𝐧𝐧𝐨: 2021
𝐏𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞: 144
𝐈𝐒𝐁𝐍: 978-88-99341-99-2
𝐏𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨: €14,90
𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨: QUI