FABRIZIO DE ANDRÉ, MALEDETTI POETI - un libro di Miro Renzaglia
Dalla collana "Pre-Testi" di Castel Negrino Edizioni
Miro Renzaglia prende De André nel punto esatto in cui di solito lo si addolcisce: nel rapporto con ciò che ha letto, copiato, tradotto, riscritto. Il titolo stabilisce subito il campo: per l'autore i «maledetti» sono i padri laterali di De André, poeti di margine e di strappo (Villon, Jacopone, Angiolieri), capaci di tenere insieme invettiva, sarcasmo e pietà per i vinti. È da lì che arrivano certe scelte di lingua: spigoli, scarti, compassione senza zucchero. Il volume porta in primo piano filigrane, snodi, scelte di lessico e di ritmo.
Torna utile una frase di De André, qui come chiave di metodo: «Ho sempre avuto poche idee, in compenso fisse». Le idee fisse, in queste pagine, sono temi e procedure: compassione asciutta, ironia, attenzione ai vinti; e soprattutto la riscrittura come responsabilità della forma. Da qui la figura che emerge: lettore vorace e regista della voce, capace di tenere insieme alta tradizione e strada con un controllo netto del registro.
Il cuore è una genealogia praticabile. La mappa passa per Aristofane e Spoon River, poi per Mannerini e Oswald de Andrade, arriva a Pasolini, fino alla vicenda di Prinçesa. Renzaglia usa i nomi come coordinate e come attrito: da un verso, a un’immagine, a una scelta di tono. La “catena di poesia” funziona perché evita l’illusione della purezza: mostra il debito e mostra la metamorfosi, con il vantaggio di rendere leggibile anche ciò che, nell’ascolto, scorre via. È un percorso utile anche per chi insegna o traduce: indica dove il verso cambia passo, e perché.
Un caso particolarmente istruttivo, anche per capire fin dove arriva il citazionismo in De André, è Smisurata preghiera. La scheda del brano e il libretto la dichiarano “liberamente tratta” dalla Summa di Maqroll. Il gabbiere di Álvaro Mutis: qui la riscrittura coincide con l’impianto stesso del testo, una preghiera composta per frammenti che cambiano peso appena entrano nella sua voce. È un gesto postmoderno nel senso più tecnico: usare parole, frasi, versi altrui come struttura, e dargli nuova originalità.
Il significato di "pretesto" è: occasione, motivo di approfondimento. Con una leggera forzatura linguistica, però, può essere letto come: ciò che viene prima del testo. La collana “PreTesti” è l’una e l’altra cosa. Approfondire un autore risalendo criticamente alle sue fonti,
ai suoi pre-testi.
Il caso dell’«ave» nell’Ave Maria è emblematico: fonetica, tradizione, senso che slitta. In poche righe capisci che la canzone vive di questi micro-spostamenti, e che il “poeta” qui coincide con l’orecchio. Ancora meglio la sezione su Mannerini: da Eroina al Cantico dei drogati si vede l’intervento, si vedono gli eccessi, si vede anche la misura quando la riscrittura si limita a dare forma senza gonfiare.
La parte su Fernanda/Prinçesa allarga il quadro: De André come montatore di voci. Ascolta, seleziona, concentra; fa passare una vita da documento a narrazione, da narrazione a canto. Il dispositivo è delicato perché espone un rischio etico: parlare “per” qualcun altro. Renzaglia lo mette a tema attraverso i passaggi di mano, i cambi di registro, la responsabilità della forma.
La scelta più netta del volume è restare sul testo. Renzaglia tratta le canzoni come pagine: lessico, ritmo, tagli, varianti, fonti. La musica rimane fuori campo per coerenza, e il risultato è un guadagno di messa a fuoco: capisci cosa funziona anche prima della voce, e cosa la voce porta a compimento. In questo senso il titolo della collana è programma: “pre-testi”. Pagine che preparano l’ascolto, senza catechismi.
Dopo, riascolti La buona novella o Non al denaro, non all’amore né al cielo con un’attenzione più netta: le parole diventano più precise quando riconosci da dove arrivano e come vengono spostate. Il merito del libro è questo allenamento dello sguardo: restituisce De André alla sua storia di lettore, e la sua voce torna a suonare più necessaria.
— 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐞
Scheda libro
Titolo: Fabrizio De André. Maledetti poeti
Autore: Miro Renzaglia
Copertina: Federico Renzaglia
Collana: PreTesti
Editore: Castel Negrino
Anno: 2018
ISBN-13: 9788899341558
Prezzo: €15,00
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