Ancora su HOMOIOSIS - il libro di Lodovico Pace

Ancora su HOMOIOSIS - il libro di Lodovico Pace

UNA CATTEDRALE DEL PENSIERO

Ci si eleva

pur nel contemplarle dal basso,

le cattedrali,

quelle antiche,

costruite in pietre e marmi

a far svettare al cielo fedi e speranze,

così questa, attuale,

composta in parole

eterne fattrici di mondi possibili

a far risorgere in noi verità sconosciute.

Prostrata al suolo dal nulla che so

occhi e pensieri

volgo alle sue elaborate guglie

m'innalzo ad ogni ripido verso

aggrappata

all'intreccio di strutture verbali

sosto

ad ogni parola di astruso (?) pensiero

azzardo un passo in un rigo

inspiro... rifletto, comprendo.

Forse anche voi, come me,

"Sgorgati dal paradiso e nel tempo"

discesi

in questo universo

reso vivo da parole

com'egli stesso

il Maestro Pace, tratteggia

per noi (?), per sé (?)

e svela, additandoci una via

certo la sua...

forse anche noi,

leggendo gl'intrecci

dei meandri dei suoi percorsi

di vita ispirazioni ricordi meditazioni

troveremo la strada, forse anche noi

che stiamo col nostro nascosto io,

tutti

"rifugiati con l'assenza del Certo a riallacciare i fili di Fortuna:

una collusa invisibile altezza"

potremo 'prendere in noi'

gli arcani significati

dei suoi percorsi e 

trovarne di nostri?

'Leggere',

lo si può veramente 'leggere'? assimilare, meditare, includere in noi Homoiosis di Ludovico Pace

è come abbandonarsi

a folate di bufera impetuosa

che annulla ogni nostra certezza

e ci lascia nudi

a noi stessi e al mondo:

t'ubriaca di stimoli

ti spiazza come i refoli impetuosi

del vento di marzo che ti s'incunea

nei lembi di ogni più remoto pensiero.

E  se "Non c'è stele d'esempio

nel deserto

o nei vigneti di lume e falò - rassicura l’autore (a me pare) nel dire anche di un - tiepido vento negli occhi, Fede".

Il testo di Pace s'erge di robusta vibrante elegante leggerezza

strutturato su invisibili cardini

di sconfinata cultura

frantumato

come macigno schiantato

sul lastrico del reale

infranto in briciole di lessico

ricomposto in generosa traccia

a far da sentiero per mostrarci vie

innumerevoli

in parole che si fanno strutture ancestrali

pietruzze sminuzzate

di vita ricordi progetti

a manciate lanciate negli occhi

ad accecare certezze stratificate

nel tempo.

E pare che in alcuni versi Pace quasi reciti una preghieracome sottolinea Loretto Rafanelli nell’introduzione “nel senso non solo del relazionarsi con il divino,

ma come contemplazione, attenzione e approfondimento personale che giunge fino alpianto…”.

Ed è un privilegio,

silenti, caricati dei pesi, doni di vita

poter entrare, varcare la soglia salire, parola dopo parola

abbandonando al tempo vecchi retaggi,

salire, verso dopo verso

ad ogni pagina

come su scale di un antico

sacro costrutto.

Intendere il senso cifrato

dell'originale struttura, i cardini,

le ragioni del progetto?

non serve sapere

l'opera ti si offre:

e su di esse c'inerpichiamo

provando a raggiungere

affannati il (nostro ?) cielo.

Capire?

capiamo forse i segreti degli antichi architetti che sapienti han creato

su segrete chiavi di volta archi e torri?

la sapienza loro arcana,

come quello dell'autore

di questi versi

non credo sia indispensabile comprendere.

La frammentaria istantanea sfolgorante quanto buia e misterica narrazione

che Lodovico Pace offre

ci avvolge di soggezione e stupore

prospettive (distorte?) contorte?

suoni o sono parole? ritmi?

o sono segni del 'suo' viaggio?

È forse intento dell'artefice

dar traccia, per sé? per noi?

del percorso,

memoria del proprio onirico viaggio?

Ha edificato l'autore in quest'opera

guglie, con iperboli, antri

spiazzi di sollievo in quotidiane realtà improvvise

e ti si forma certezza che la sottile intuizione che talvolta ti coglie

che la vita cioè, non sia 'solo' quel fluire visibile di eventi razionali successivi

ma tutto invece quel restan…

di metafisica apparenza,

quella realtà incorporea che ti appare talvolta netta, come condizione  di esistenza effettiva 'altra' di quei mondi trasversali, poco percepibili ai più,

ecco,

ti si forma certezza che sia essa, 'siano esse' - che' molte sono le realtà 'altre' - le più autentiche realtà possibili.

Appoggiare i nostri occhi

su quei magici segni

che sono parole -  'verbo', mistero antico della creazione - distese su pagine che di Homoiosis  sono corpo,

è come inspirare

a pieni polmoni un'aria nuova

che inebria e stordisce e frastorna

spiazza con improvvise voragini

e si rischia

di sprofondarvi in caduta libera.

Pare escluderti, a tratti,

l'autore, poi attende

quasi sfidandoti: "comprendi lettore - pare sussurrati - comprendi il percorso mio ardito? Partirai pure tu per il tuo viaggio...? t'aspetto", m'immagino ci dica.

Muta timbro all'improvviso

come fiotto multiplo

di sottili aghi ghiacciati ci trafigge

risveglia in noi pensieri

da tempo non più noti,

forse anche mai pensati

Spiazzanti, come tranelli,

come variazioni di timbro

inattese

trappole a strapiombo

dirette al reale, a restituirci riflessi di stralci di vita, normali, inconsueti:

"dolci foschie di Langa e Roero",

"novità salottiere di Arbasino"

"non c'erano molti soldi da spendere, presi dai figli piccoli da crescere"

con maestria sparsi fra i misteriosi sentieri di verbi misterici.

Riunisce in fasci

riflesse immagini del mondo percepite da differenti specchi mentali,

deformanti convessi 'occhi di strega'

E gìà ci potrebbe bastare il piacere infinito, musicale e ritmato del susseguirsi di quei versi sincopati che ti cantano in mente in un senso di estasi in artificiosa armonia sublime

come un'onda incessante, 

un "flumen di poetiche che verranno nel susseguirsi d'attimi e riflessi"..

Il significato criptico della Parola

che "è venuta, trapassata e sottratta,

sorvegliata nel precario che lievita",  in "un fiorire che s'agguanta straniandosi

con promesse che acciuffano l'abisso".

Non poesia ma poema, si erge erudito costruito su strutture

che son quelle di Pound,                             ma anche di Heidegger, e Joyce.   

ché nascono nel tempo al mondo geniali menti in ancestrale struttura sorelle, se pur a differenti mondi volte. 

Ed è una ‘cerca’, un ‘iter’

che conduce "A cercare il viatico più giusto".

Di ogni cosa del mondo dice Pace,

con cromie verbali rigenerate

e parole nuove

scovate schiantando sul muro dell'ovvio l'acquisito.

Multiple pagine di consueta prosa

occorrerebbero a commentare ogni suo versosintesi perfetta

di multiformi realtà concomitanti

di stratificati tempi di vita

di pulviscolari vapori di emozioni consumate.

Come riesca

ad archittettar parole “Per mettere assieme con ampio sguardo" quella realtà che per lui è  "ciò che sussiste", lui stesso ce lo svela: "riattizzo lo svolgere remoto delle cose".

E appaiono così ricordi, come scintille sparse, "costeggiando le finestre disperse

le giacenze d'un pozzo trascurato.

I buchi e i vuoti. Soli sulle strade

spuntano bellezze, dagli occhi nostri

duomo e fuochi, ceneri di certezze".

Citare qualche suo verso è sofferenza immediata per il tutto che esclude:

un solo pensiero ci viene in soccorso: che altri leggano, frammento di parola per frammento di parola questo libro 'salvifico': intanto perché è consolazione immensa che ancora qualcuno sia in grado di creare un'opera di siffatta levatura; e poi perché veramente, come un dipinto surrealista, è senza essere: si mostra, e nell'assorbirlo in sé, chi legge, s'ispira.

A chi guarda sta il comprendere.

(Solo, in tanta sublime perfezione un mistero resta irrisolto, quasi una

'valenza libera' antropica. Le note, a piè pagina: perché?).

-Rosanna Romanisio Amerio

Scheda libro
Titolo:
Homoiosis
Autore: Lodovico Pace
Edizioni: Marcianum Press
Anno: 2026
Pag: 176
Prezzo: € 17,10
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