AL DI LÀ DEL COMUNISMO - un libro di Filippo Tommaso Marinetti.

AL DI LÀ DEL COMUNISMO - un libro di Filippo Tommaso Marinetti.

Quando si legge un testo di Marinetti non si capisce mai se si tratti di un testo letterario, di uno sberleffo o di un manifesto per i suoi sodali futuristi. A causa di uno stile saltellante, rapido, assertivo, non si ha il tempo di fare valutazioni, ma solo di lottare con le affermazioni che si susseguono in un turbinio destinato più alle viscere che non alla testa.

Anche questo Al di là del Comunismo, edito da Eclettica, preceduto da una succosa prefazione di Boni Castellane e arricchito da una puntuale postfazione di Claudio Siniscalchi, che fa a sua volta da prefazione a un altro breve testo di Mario Carli, Il nostro bolscevismo, non sfugge a questa regola: slogan, talvolta immaginifici, altre volte banali, ma sempre trancianti.

Uno stile da manifesto pubblicitario, in cui frasi secche, brevi, che colpiscono l’occhio del lettore e dall’occhio passano direttamente allo stomaco. Solo dopo la digestione si potrà far trasmigrare l’informazione al cervello, che ha tempi molto più dilatati per digerire e metabolizzare l’impulso. Slogan che non hanno bisogno di argomentazione. Dichiarazioni apodittiche che giocano con il mascheramento.

La frase breve, assertiva, può avere due origini diverse. Da un lato può mascherare la mancanza di pensiero pregresso che induce ad affermare in virtù della propria (presunta) autorevolezza. Dall’altra può nascondere un lento lavorio di macerazione analitica, poi distillato in una botta secca e fragorosa. La bellezza di questo testo sta proprio tutta qui: il lettore è chiamato a capire quale dei due percorsi ha prodotto questo liquido alcolico.

Tutto parte da tre dichiarazioni: «L’umanità cammina verso l’individualismo anarchico, mèta e sogno d’ogni spirito forte». Subito seguita da: «Il comunismo è l’esasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso l’umanità».

«Il genio anarchico deride
e spacca il carcere comunista»

Marinetti non critica il comunismo in quanto liberticida o mostro totalitario, ma perché si pone come forza «mediocrista» che abbatte e combatte il genio artista, destinando tutti a un livellamento e a un’omogeneizzazione disumanizzante per il genere umano. «[…] Essi vogliono la vita senza sorprese, la terra liscia come una palla da biliardo. Ma le pressioni dello spazio non hanno ancora livellato le montagne della terra, e la vita che è Arte, è fatta (come ogni opera d’arte) di punte e contrasti».

Insomma, il comunismo vorrebbe «un tipo umano unico (che) dovrebbe vivere su una terra perfettamente liscia». Il genere umano deve essere invece proiettato in un mondo fatto di individualità, viste come punte, apici, vette che non tollerano piatte lande desertificate. «Non dimentichiamo che il popolo italiano, specialmente irto di individualismi acuti, è il più anticomunista, e sogna l’anarchia individualista». Questa spinta deve passare attraverso una tabula rasa che non prevede sconti per nessuno: «Bisogna distruggere il passatismo, la vigliaccheria, il quietismo, il tradizionalismo conservatore, l’egoismo materialista, il misoneismo, la paura della responsabilità e il provincialismo plagiario».

«Gli uomini gareggeranno in ispirazione lirica, originalità, eleganza musicale, sorpresa, giocondità, elasticità spirituale»

In questo programma radicale e iconoclasta c’è anche un risvolto pratico: «Vogliamo liberare l’Italia dal papato, dalla monarchia, dal Senato, dal matrimonio, dal Parlamento», per superare un mondo arcaico che deve essere travolto. «Al vostro immenso sistema di ventri comunicanti e livellati, al vostro tedioso refettorio tesserato, noi opponiamo il nostro meraviglioso paradiso anarchico di libertà assoluta arte genialità progresso eroismo fantasia entusiasmo, gaiezza, varietà, novità, velocità, record». Un paese di Utopia che vede a capo del governo gli artisti: «Sì! Gli artisti al potere! Il vasto proletariato dei geniali governerà. Il più sacrificato, il più degno dei proletari». Un governo così illuminato da prefigurare quello che oggi viene definito come il mondo nuovo, cesellato dall’intelligenza artificiale che, robottizzando il genere umano, lo condurrà a un paradiso terrestre tanto artificiale quanto perfetto: «Il proletariato dei geniali, collaborando con lo sviluppo del macchinario industriale, raggiungerà quel massimo di salario e quel minimo di lavoro manuale che, senza diminuire la produzione, potranno dare a tutte le intelligenze la libertà di pensare, di creare, di godere artisticamente». Insomma un’utopia alla Elon Musk.

È a questo punto che il lettore pessimista, seppur divertito, si domanda se questo libello sia un puro divertissement oppure una futuristica ipotesi (che in parte già si intravede) che trascolora in una distopia tragica e agghiacciante per tutti coloro che artisti non sono o che non vogliono esserlo. Leggere e domandarselo, diffidando di tutti coloro che invocano il Mondo Nuovo per l’Uomo Nuovo, è già un piccolo trionfo per questo testo perturbante.

– Mario Grossi

Scheda libro 

Titolo: Al di là del comunismo
Autore: Filippo Tommaso Marinetti
Prefazione: Boni Castellane
Curatore (postfazione): Claudio Siniscalchi
Editore: Eclettica
Collana: Abrasioni
Anno edizione: 2026
Pagine: 64
Formato: Brossura
EAN/ISBN: 9791281106635
Prezzo di copertina: € 9,50
Acquista: QUI