8 - 12 SETTEMBRE. Quelle strane ricorrenze di date tra Fiume e Cassibile...

8 - 12 SETTEMBRE. Quelle strane ricorrenze di date tra Fiume e Cassibile...

Nel dare in ritardo di un giorno, il Buon Compleanno al Vate… mi viene in mente che… 8 Settembre e 12 Settembre: due date fatidiche nel 1920, come nel 1943. Impegni ‘storici’ per 12 di settembre? Occhio: ‘il destino’ potrebbe anticiparli all’8! Specie se il 12, di qualsiasi mese sia, Marzo o Settembre è il giorno in cui siete nati.

O Fiume o morte”, “Hic manebimus optime”, “Fiume città di vita”, “Memento audere semper”… Bastano poche citazioni per accendere quel fuoco mai sopito della ‘Questione Fiumana’, quei 473 giorni che affascinano e infiammano gli animi da un po’ più che un centinaio di anni. Quel che lì accadde, sapete voi meglio di me, fu un caso unico in assoluto: non solo controversa contesa territoriale, ma soprattutto elaborato laboratorio politico e sociale unico al mondo.

Nel cercare di districarmi fra quelle che, ammetto, e contritamente confesso umilmente scusandomi con i cultori delle imprese politiche del Vate, furono comunque, oltre all’eccellenza delle intenzioni - secondo la sottoscritta - le sublimi follie concettuali, estetico-filosofali teatralmente letterarie di un genio della Cultura, e pure nel contempo - considerati gli inesorabili rifiuti del Vate ad accordi pragmatici di qualsivoglia genere - furono gli atti di un’impresa ineluttabilmente priva di speranza di attuazione, per non parlar delle degenerazioni debordate da tutti i livelli di vita… ecco, nel cercare di districarmi fra tutto ciò, giorni fa ho dato un occhio a quali libri avessi sottomano sull’argomento: fra le centinaia di volumi, diari di legionari, biografie dannunziane, saggi storici, pubblicati da personalità d’ogni campo, questi sono - per le mille ragioni imprevedibili della vita - i soli tre libri sulla ‘Questione fiumana’ in mio possesso, e che mi trovo ora sottomano e in lettura. Pochini, certo: ma c’è un inizio per tutto.

Fiume Il sogno di una vita - L’unica città governata da un poeta, Dario Simonetti, pubblicazione autonoma con Youcanprint, 2025: una presentazione del libro avrà luogo domani, sabato 14, ad Asti; e ne faccio cenno qui perché, nonostante la vicinanza geografica, non potrò - come invece avrei voluto - essere presente all’incontro;

Il devotissimo di D’Annunzio - Vita e lettere di Alessandro Pozzi legionario fiumano, Ruggero Morgen, Solfanelli editore, 2025: scelto per conoscere Città di Vita vissute dall’autore della biografia di Guido Keller;

Gabriele D’Annunzio - La carta del Carnaro, prefazione di Giordano Bruno Guerri, a cura di Alessandro Gnocchi, Giubilei Regnani Editore, 2025: di cui conservo una copia dall’edizione scorsa del Salone del Libro di Torino, dove ebbi fortunata occasione di essere alla prima presentazione del libro, lì svoltasi.

Letti i tre testi, ben lungi dal voler affrontare l’argomento in sé, solo mi permetto di esprimere stupore per un piccolo curioso dettaglio che non conta nulla nel contesto, e non genera paragoni di situazioni - ben diverse invero fra di loro per contesto storico: l’uno teso verso mete di elevati ideali umani e politici, l’altro specchio di devastante disorganizzazione nel momento più tragico della nostra recente storia - ma evidenzia come il caso talvolta ricorra in modo simile in ben differenti circostanze.

Ad attirare la mia attenzione sono state le date dell’8 e del 12 settembre, 1920 ovviamente.

8 settembre 1920: nella mattinata il Consiglio nazionale di Fiume rassegna le dimissioni in vista di una Costituente che valuti le proposte del Comandante. Al Vate il fatto suona come una forte presa di distanza, se non proprio come una sconfessione. In tutta risposta, d’Annunzio forza i tempi e anticipa il proclama della Reggenza in quel giorno stesso: l’8 settembre appunto.

Contestualmente alla proclamazione della Reggenza, fu promulgata la Carta del Carnaro, o il “Disegno di un nuovo ordinamento dello Stato Libero di Fiume”, come la definì D’Annunzio: la Costituzione dello Stato libero di Fiume, redatta da Alceste de Ambris e poi revisionata e modificata dal Vate stesso, Costituzione che di fatto però non entrerà mai in vigore a causa dell’aggravarsi della situazione militare. Fu comunque in quella data, l’8 settembre 1920, che Fiume fu dichiarata Stato indipendente in attesa di essere annessa all’Italia. Questa ‘entità provvisoria’ passò alla storia come Reggenza Italiana del Carnaro.

12 settembre 1920: è in questa data (anniversario della marcia su Ronchi, spedizione paramilitare guidata da Gabriele D’Annunzio il 12 settembre 1919, con circa 2.000 tra soldati e volontari “legionari” che, partiti da Ronchi, oggi Ronchi dei Legionari, occuparono Fiume per annetterla all’Italia, in risposta alla “vittoria mutilata”) che d’Annunzio avrebbe voluto promulgare la Carta del Carnaro. Ma, poiché, come abbiamo visto, «nella mattinata dell’8 il Consiglio nazionale di Fiume rassegna le dimissioni in vista di una Costituente che valuti le proposte del Comandante, e al Vate il fatto suona come una forte presa di distanza, se non proprio come una sconfessione», in tutta risposta forza i tempi e anticipa il proclama della Reggenza in quel giorno stesso: l’8 settembre appunto.

Così mi è - facilmente - tornata alla mente quell’altra situazione storica, più recente, e tremendamente critica, in cui la sovrapposizione e lo ‘scambio’ di quelle due date, dell’8 e del 12 settembre, e qui parliamo del 1943, crearono devastanti guai all’Italia intera. Fu - come tutti sappiamo - l’8 settembre 1943 la data in cui venne reso pubblico dagli Alleati, e poi - forzosamente - pure da parte del Governo Italiano, quell’armistizio firmato il 3.

Ma era il 12 settembre la data erroneamente prevista dal generale Castellano (il cui genetliaco, guarda caso, cadeva proprio quel 12 di settembre). Fu il pubblico annuncio di Eisenhower, alle 18.30, ora italiana, di quell’8 settembre ’43, a ‘costringere’ il Governo Italiano a dichiarare pubblicamente l’avvenuta firma di quell’armistizio. Pure in quel drammatico ’43, quanto previsto per il 12 avvenne l’8.

-Rosanna Romanisio Amerio